{"id":10795,"date":"2025-06-21T19:48:59","date_gmt":"2025-06-21T17:48:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/?p=10795"},"modified":"2025-06-21T19:49:00","modified_gmt":"2025-06-21T17:49:00","slug":"laffare-xylella-posizioni-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/?p=10795","title":{"rendered":"L&#8217;affare xylella. Posizioni a confronto."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Manuel M Buccarella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si placano le polemiche attorno all&#8217; &#8220;affare xylella&#8221;, in particolare dopo l&#8217;ultima conferenza, sabato scorso a Galatone, organizzata dal Comitato Olivivo e da Cambia Menti; l&#8217;ennesima conferenza a tema &#8220;Xylella: allo stato dei fatti&#8221;, gi\u00e0 tenutasi in altre localit\u00e0 pugliesi, come Sannicandro di Bari, ed avente ad oggetto, tra l&#8217;altro, l&#8217;esito delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria di Bari.<\/p>\n\n\n\n<p>I promotori dell&#8217;iniziativa, talvolta bollati come &#8220;complottisti&#8221; e &#8220;negazionisti&#8221;, non negano l&#8217;esistenza della xylella fastidiosa ma affermano che la stessa non sarebbe che solo uno dei fenomeni determinanti il Codiro, complesso del disseccamento rapido dell&#8217;olivo, che si  manifesta con disseccamenti del lembo delle foglie (<em>bruscatura<\/em>), dapprima limitati a\u00a0rami\u00a0isolati, poi estesi a intere branche della chioma fino a colpire anche l\u2019intera pianta. Oltre alla xylella fastidiosa, vi sarebbero altri patogeni, come il lepidottero Zeuzera pyrina, che scava nei tronchi e nelle branche delle gallerie che facilitano l\u2019ingresso di  miceti, funghi patogeni, tra cui prevalgono quelli dei generi Paheoacremonium e Pheomoniella che invadono il legno necrotizzando le cerchie attive dell\u2019annata. La Xylella fastidiosa \u00e8 ritenuta dai pi\u00f9, in ambito scientifico ufficiale, la causa principale del Codiro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intero territorio della provincia di Lecce \u00e8 stato dichiarato \u2018zona infetta\u2019 (art.4 comma 2 DEC-UE 2015\/789 del 18 maggio 2015). Eppure, dice Crocifisso Aloisi, piccolo olivicoltore salentino e componente del Comitato Olivivo e di Cambia Menti di Galatone, le rilevazioni sulle piante in provincia di Lecce si sarebbero fermate al 2015 e gli olivi colpiti dal batterio della xylella fastidiosa sarebbero una piccola minoranza (non pi\u00f9 del 20 percento). Da qui le indagini della polizia giudiziaria di Bari: l\u2019indagine ha riscontrato che la scelta di indicare il batterio come principale patogeno del disseccamento degli ulivi, fa parte di un disegno criminoso, e non si basa su dati scientifici. La procura di Bari ha chiesto l&#8217;archiviazione delle indagini, cui \u00e8 stata fatta opposizione, ma solo per la difficolt\u00e0 di individuare con precisione gli effettivi responsabili del reato.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La posizione &#8220;ufficiale&#8221;<\/h5>\n\n\n\n<p>Giovanni Melcarne, agronomo ed imprenditore agricolo, presidente del Consorzio di tutela dell\u2019olio Dop Terra d\u2019Otranto, sostenitore della eradicazione delle piante di ulivo malate o al pi\u00f9, di innesti di cultivar resistenti al batterio, non ha dubbi che il Codiro, nella stragrande maggioranza dei casi, sia cagionato dalla xylella.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNegli ultimi due anni abbiamo assistito ad una leggera ripresa della Cellina e non della Ogliarola. Questo \u00e8 ascrivibile ad una riduzione della pressione di inoculo. Negli ultimi mesi in alcune zone si \u00e8 notata una recrudescenza dei sintomi, complice il caldo torrido estivo. Resta il fatto che, dalle verifiche in laboratorio, la carica batterica di queste piante non \u00e8 affatto diminuita negli anni e il batterio non \u00e8 mutato, onde per cui nulla \u00e8 cambiato e ci si aspetta che, a seconda delle situazioni, i disseccamenti su queste piante prima o dopo torneranno a manifestarsi.Prima ho precisato che la leggera ripresa si \u00e8 notata su Cellina e non su Ogliarola, perch\u00e9 la prima \u00e8 pi\u00f9 resistente della seconda. Lo dimostra anche la recente pubblicazione scientifica dove gli incroci figli di Leccino x Cellina, hanno maggiore probabilit\u00e0 di essere resistenti dei figli di Leccino x Ogliarola. Cio\u00e8 la Cellina se incrociata con il Leccino, contribuisce ad aumentare la probabilit\u00e0 di resistenza della sua progenie, grazie al fatto di essere pi\u00f9 resistente della Ogliarola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Le piante rigenerate <\/h5>\n\n\n\n<p>Eppure, dicono dall&#8217;altra parte delle barricate, sono state rinvenute, tra Galatone e Collepasso, diverse piante \u201crigenerate\u201d, tornate verdi e che hanno prodotto dell&#8217;ottimo olio, pur se affette da xylella fastidiosa. Lo stesso \u00e8 accaduto nel Parco Regionale delle Dune Costiere di Ostuni.Centinaia di ulivi colpiti dalla xyella che si sono ripresi spontaneamente e sono tornati a produrre olive e olio con caratteristiche persino migliori di quello tradizionale salentino. Il fenomeno, naturale e ancora tutto da studiare, \u00e8 emerso dalle visite effettuate nelle campagne di Galatone e Collepasso dal Parco Regionale delle Dune Costiere nel corso della due giorni in cui \u00e8 stato avviato il progetto di cooperazione transfrontaliera \u201cSusAgri\u201d tra Italia, Albania e Montenegro dedicato all\u2019agricoltura sostenibile e alla resilienza climatica. \u201cE\u2019 come se naturalmente le piante abbiano sviluppato una resistenza e siano rinate\u201d, hanno spiegato gli esperti coinvolti nel progetto che hanno accompagnato i partner albanesi e montenegrini nei sopralluoghi nelle campagne del sud salento. \u201cIl maggior contenuto di polifenoli riscontrato nelle analisi ha reso migliore la qualit\u00e0 di questo nuovo olio rispetto a quello tradizionalmente pi\u00f9 dolce\u201d, ha spiegato il docente dell\u2019Universit\u00e0 del Salento Franco Fanizzi che ha proposto l\u2019organizzazione di una riunione tra tutti gli studiosi del settore per fare il punto sulla ricerca con le istituzioni. \u201cUscire dalla logica dell\u2019emergenza per puntare sulla ripresa nella convivenza col batterio, come hanno dimostrato le cure gi\u00e0 sperimentate con successo e verificate nell\u2019azienda agricola \u201cCurtimaggi\u201d di Grottaglie\u201d, ha sottolineato il direttore del Parco Michele Lastilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Melcarne non crede affatto in una &#8220;reviviscenza&#8221; degli olivi colpiti da xylella fastidiosa. &#8220;Ecco a voi gli ulivi di Collepasso &#8220;rinati&#8221; che, a partire del servizio Rai, hanno dato origine ad una serie di servizi negazionisti su molte testate giornalistiche.Vi siete mai chiesti perch\u00e8 nessuno ha fatto girare delle immagini di questi ulivi &#8220;rinati&#8221; di Collepasso?Ve lo dico io perch\u00e9 questa mattina,grazie a indicazioni certe, sono andato sul sito dove ci sarebbero questi alberi &#8220;resilienti&#8221;. In uno di questi alberi, c&#8217;\u00e8 del verde frutto dei polloni pedali, dei succhioni germogliati grazie alle capitozzature. Verde frutto anche di una cultivar come la Cellina che \u00e8 un p\u00f2 pi\u00f9 resistente dell&#8217;ogliarola, e verde frutto delle abbondanti piogge di questa annata. Infine, una bassa quantit\u00e0 di inoculo sul territorio&#8230; in questa fase cronica della malattia, favorisce la sopravvivenza di piante ancora non completamente morte.Poi ci sono loro: i nuovi e abbondanti disseccamenti, che si vedono benissimo dalle foto. Ma questa \u00e8 storia vecchia: sono 12 anni che si raccontano improbabili rinascite, seguite da disseccamenti certi. Quindi nulla di nuovo.Ricapitolando:A) Le piante morte in provincia di Lecce restano circa 10 milioni, B) Nessuno dice che chi vuole tentare di convivere con delle piante ammalate non lo possa fare, C) La notizia che le piante si stanno riprendendo \u00e8 falsa, vedi punto A. D) Se non credete, andate a vedere i dati ufficiali sulle produzioni di olive nella provincia di Lecce.E) Xylella continua a viaggiare, puntando sempre di pi\u00f9 verso il nord Puglia&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Il Protocollo Scortichini <\/h5>\n\n\n\n<p>Nella famosa querelle si inserisce il Protocollo Scortichini sulle piante d\u2019olivo affette dal batterio della xylella, che porta avanti un&#8217;impostazione diametralmente opposta a quella di Giovanni Melcarne e di chi sostiene la natura incurabile del male. Il Protocollo Scortichini si basa sulla convivenza della pianta con il batterio. Il Protocollo si basa su di un trattamento con una somministrazione mensile mediante nebulizzazione della chioma dell&#8217;olivo infetto, nel periodo primaverile inizio autunno, di un prodotto \u2013 ufficialmente autorizzato come fertilizzante fogliare \u2013 a base di zinco-rame- acido citrico, oltre alla rimozione meccanica delle erbe infestanti in inverno e primavera per ridurre il numero di uova e per il contenimento delle forme giovanili del vettore ed a potature leggere dell\u2019albero con cadenze di uno-due anni.Di riscontri ve ne sono stati e ve ne sono anche ora in termini di mantenimento della produttivit\u00e0 e di riduzione della carica batterica nelle piante di olivo. <\/p>\n\n\n\n<p>In buona sostanza, il Protocollo messo in atto dagli studiosi del Crea \u2013 Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l\u2019Analisi dell\u2019Economia Agraria \u2013 diretto dal professor Marco Scortichini, esperto di patologia delle piante, si fonda sulla convivenza della pianta con la malattia, convivenza accompagnata dai descritti trattamenti, malattia che permane nella pianta ma si riduce di intensit\u00e0, consentendo all\u2019ulivo di fogliare e financo di produrre nuovi frutti utili alla produzione d\u2019olio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una relazione di qualche tempo fa di Crea ha messo in evidenza come si verifichi una \u201cconsistente riduzione di Xylella fastidiosa nelle piante di olivo trattate per pi\u00f9 anni consecutivamente\u201d. Sono state prese in esame piante di olivo \u2013 cultivar Cellina di Nard\u00f2 coltivate a Cannole (Lecce). Le piante testimoni (non sottoposte a nessun tipo di trattamento) presentavano, nell\u2019ottobre 2018, una concentrazione negli estratti fogliari di circa 6 milioni di unit\u00e0 formanti colonie per millilitro del patogeno, parametro ottenuto mediante Pcr quantitativa. Le piante trattate e alle quali viene applicato il protocollo gi\u00e0 da 4 anni consecutivamente, gi\u00e0 presentano a fine 2018 una concentrazione del batterio molto pi\u00f9 bassa del testimone, che, nel corso del 2019, scende fino a circa 300 unit\u00e0 formanti colonie nel luglio, per poi risalire a circa 3.000 unit\u00e0 nell\u2019ottobre sempre di quell\u2019anno (Xylella, il Protocollo Scortichini alla Conferenza Internazionale sui Batteri Patogeni delle Piante, Agronotizie).Un andamento simile della concentrazione di Xylella fastidiosa si \u00e8 osservato, sempre in agro di Cannole, su piante di olivo di Ogliarola Salentina. Da notare che tutte le piante testimoni limitrofe sono morte nel corso del 2019. L\u2019esperimento \u00e8 stato ripetuto in agro di Galatone (Lecce) con il medesimo metodo e con risultati confrontabili su piante di olivo di cultivar Leccino, Cellina di Nard\u00f2 e Ogliarola Salentina e sempre nel biennio 2018-2019. In questo ultimo caso l\u2019andamento della concentrazione del batterio resta decrescente anche nell\u2019ultimo mese di prelievo, l\u2019ottobre 2019, che vede una ulteriore riduzione della carica batterica rispetto ai mesi precedenti. Tutte le cultivar trattate hanno mostrato valori di carica batterica nelle foglie molto simili tra di loro. In entrambe le sperimentazioni si sono ottenute rese produttive tra i 20 e 22 chilogrammi di olive ad albero, con una produzione rapportata all\u2019ettaro di circa 30 quintali. Risultati confermati negli anni pi\u00f9 recenti e riconosciuti da autorevoli pubblicazioni scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesti valori della concentrazione del batterio \u2013 ha spiegato ad AgroNotizie Marco Scortichini \u2013 fanno la differenza, perch\u00e9 piante trattate con il Protocollo e con concentrazioni di poche migliaia o poche centinaia di unit\u00e0 formanti colonie riescono a vivere e ad essere produttive, non sono piante guarite o risanate, presentano il patogeno, ma la batteriosi viene tenuta sotto controllo e consente all\u2019albero di produrre. Al contrario quelle non trattate, presentano milioni di unit\u00e0 formanti colonie e sono in tutta evidenza piante con la batteriosi fuori controllo, destinate a diventare prima improduttive e poi a morire\u201d.Al Protocollo Scortichini aderiscono un centinaio di \u201ccomunit\u00e0 resilienti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"421\" src=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10796\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566.jpg 750w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"360\" data-id=\"10797\" src=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064565.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10797\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064565.jpg 640w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064565-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"421\" data-id=\"10798\" src=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10798\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566-1.jpg 750w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1000064566-1-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manuel M Buccarella Non si placano le polemiche attorno all&#8217; &#8220;affare xylella&#8221;, in particolare dopo l&#8217;ultima conferenza, sabato scorso a Galatone, organizzata dal Comitato Olivivo e da Cambia Menti; l&#8217;ennesima conferenza a tema &#8220;Xylella: allo stato dei fatti&#8221;, gi\u00e0 tenutasi in altre localit\u00e0 pugliesi, come Sannicandro di Bari, ed avente ad oggetto, tra l&#8217;altro, l&#8217;esito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10798,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[113,1005,20],"tags":[4420,4419,2260,4418],"class_list":["post-10795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","category-scienza","category-societa","tag-consorzio-dop","tag-giovanni-melcarne","tag-olivi","tag-olivivo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;affare xylella. 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