{"id":12420,"date":"2025-10-10T12:01:45","date_gmt":"2025-10-10T10:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/?p=12420"},"modified":"2025-10-10T12:49:38","modified_gmt":"2025-10-10T10:49:38","slug":"lignobile-conteggio-dei-media-sui-morti-nel-genocidio-di-gaza-60-000-o-680-000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/?p=12420","title":{"rendered":"L&#8217;IGNOBILE CONTEGGIO DEI MEDIA SUI MORTI NEL GENOCIDIO DI GAZA. 60.000 O 680.000?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"> <strong>Lavinia Marchetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>COME SI MUORE A GAZA. <\/p>\n\n\n\n<p>Da mesi i notiziari ripetono lo stesso numero: sessantamila morti. Una cifra ferma, immobile, come se la vita si fosse arrestata al conto di un ufficio stampa. La guerra, invece, continua. La gente continua a morire, quotidianamente. <\/p>\n\n\n\n<p>A Gaza non si muore soltanto sotto le bombe. Si muore dopo, nei giorni lenti del corpo che si svuota. Si muore di fame, di infezioni, di paura. Si muore quando un bambino si graffia e non c\u2019\u00e8 un disinfettante. Quando il latte manca e l\u2019acqua sa di fango. Quando un anziano cardiopatico resta senza farmaci da settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cause pi\u00f9 diffuse di morte indiretta, secondo The Lancet e gli studi medici condotti sul campo, riguardano denutrizione, disidratazione, infezioni gastrointestinali, epidemie respiratorie, ferite non curate e collasso del sistema sanitario. A questi si aggiungono complicazioni neonatali per assenza di incubatrici, shock settici per tagli infetti, diabete scompensato, ictus senza intervento, arresti cardiaci senza defibrillatore. <\/p>\n\n\n\n<p>Le bombe distruggono gli ospedali, ma il vero massacro inizia dopo, quando le sale operatorie diventano camere di morte per assenza di elettricit\u00e0.L\u2019OMS parla di migliaia di bambini denutriti in \u201cfase acuta severa\u201d. Significa che il corpo ha esaurito le riserve e comincia a consumare se stesso. Il battito rallenta, la temperatura scende, il sangue perde densit\u00e0. La morte non arriva con un\u2019esplosione, ma con un sussurro. Ogni giorno migliaia di famiglie scavano nei rifiuti per un pezzo di pane o aspettano in fila a una cisterna che non arriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il collasso sanitario \u00e8 quasi totale. Su trentasei ospedali, meno di dieci sono ancora in funzione e solo in parte, i medici internazionali hanno dovuto abbandonare le strutture perch\u00e9, di fatto, non ci sono le condizioni per lavorare. Le malattie croniche sono diventate una condanna. Chi aveva un tumore, un\u2019insufficienza renale, un diabete grave, oggi \u00e8 semplicemente condannato. Nessuno monitora le morti per dialisi interrotte, per chemioterapia sospesa, per crisi ipoglicemiche non trattate. In ogni conflitto questi numeri superano quelli dei bombardamenti, ma restano invisibili perch\u00e9 non hanno un suono.<\/p>\n\n\n\n<p>Le infezioni dilagano. Acqua contaminata, scarichi a cielo aperto, accumuli di rifiuti. I medici locali raccontano di epidemie di tifo, colera, polmoniti e meningiti. Gli antibiotici scarseggiano, gli interventi chirurgici vengono eseguiti senza anestesia. Le ferite si infettano, i bambini respirano gasolio e sabbia. <\/p>\n\n\n\n<p>Muore chi sopravvive.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio pubblicato su The Lancet nel luglio 2024 stimava fino a 186.000 morti complessivi gi\u00e0 entro giugno dello stesso anno. Un altro, condotto da Yaakov Garb e pubblicato su Harvard Dataverse, parlava di 377.000 persone scomparse dalla popolazione di Gaza. I medici volontari statunitensi, tornati dopo mesi di missione, calcolavano oltre 67.000 decessi indiretti per fame e malattie croniche nel solo primo anno. Francesca Albanese, relatrice ONU, ha detto che il numero reale potrebbe superare 600.000.Queste cifre non sono retoriche n\u00e9 politiche purtroppo. Sono proporzioni demografiche. Significano che una persona su quattro a Gaza \u00e8 morta o sta morendo per gli effetti di una guerra totale, priva di tregua e di piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo diventa il campo di battaglia. La pelle si secca, i reni cedono, il cervello si offusca per mancanza di zuccheri e ossigeno. Si muore di febbre e di sete, seduti accanto ai resti di una casa. Si muore in silenzio, mentre il mondo discute se il cessate-il-fuoco sia \u201cstrategico\u201d. Ovviamente epidemie, blocco dei rifornimenti, convogli umanitari fermati al valico si traducono in morti differite. Il genocidio non \u00e8 solo nelle immagini delle esplosioni, ma nella mortalit\u00e0 differita, nell\u2019agonia lunga di un popolo intrappolato. Il crimine \u00e8 il medesimo. Immaginate di rapire qualcuno, chiuderlo nel seminterrato e non portargli cibo e acqua o medicine salvavita&#8230; \u00e8 omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ONU definisce morte indiretta quella che deriva da cause evitabili: mancanza di cure, igiene, nutrizione, acqua, sicurezza. A Gaza queste cause sono la regola, non l\u2019eccezione.La cifra dei sessantamila serve a tranquillizzare gli osservatori. Ma i numeri reali raccontano un\u2019altra guerra, fatta di organi che cedono, di bambini che non crescono, di madri che partoriscono senza luce. Nel linguaggio tecnico della sanit\u00e0 pubblica si parla di eccesso di mortalit\u00e0. In quello umano si chiama &#8220;sterminio pi\u00f9 o meno lento&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Un popolo che muore anche per logoramento.<\/p>\n\n\n\n<p>SOTTO LE MACERIE. Oltre alle morti indirette, quanti sono ancora sepolti sotto le macerie? Le ultime analisi di UNOSAT mostrano che oltre due terzi del costruito \u00e8 stato distrutto o gravemente danneggiato gi\u00e0 alla met\u00e0 del 2025. Nelle aree pi\u00f9 dense \u2013 Gaza City, Khan Younis, Rafah \u2013 la percentuale sale tra l\u201980 e il 92 per cento. Interi quartieri sono stati schiacciati pi\u00f9 volte, poi ricoperti di calcinacci, ferro, vetro e polvere. La stima ambientale parla di pi\u00f9 di 61 milioni di tonnellate di detriti, un volume superiore a quello prodotto dal terremoto di Haiti del 2010 e pari a venti volte quello delle macerie del World Trade Center.Dentro questo paesaggio di rovine si cela un\u2019altra statistica: almeno diecimila persone sotto le macerie, forse molte di pi\u00f9. La protezione civile palestinese e le agenzie umanitarie dell\u2019ONU confermano che i corpi irrecuperabili oscillano tra 5.000 e 20.000, con picchi nei distretti di Shejaiya, Tel al-Hawa e Jabalia, dove il bombardamento a tappeto ha reso impossibile ogni scavo. In queste zone, ogni diecimila edifici crollati possono corrispondere 2.500-4.000 corpi rimasti sepolti. La sabbia stessa si \u00e8 fatta cimitero.<\/p>\n\n\n\n<p>IL CONTO REALE<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni casa distrutta porta con s\u00e9 una catena di morti indiretti. L\u2019acqua non \u00e8 pi\u00f9 potabile, le fogne sono esplose, gli ospedali esistono solo come gusci di cemento. La fame uccide pi\u00f9 delle esplosioni. Le malattie respiratorie, gastrointestinali e cutanee si diffondono in modo esponenziale. Gli antibiotici sono finiti. Gli interventi chirurgici vengono eseguiti senza anestesia. Chi ha bisogno di dialisi o insulina non ha futuro. Le donne partoriscono al buio, i neonati muoiono per mancanza di incubatrici, gli anziani collassano per la pressione alta non curata.Questo \u00e8 il cuore della mortalit\u00e0 indiretta: un sistema che smette di funzionare, mentre la guerra continua a colpire ci\u00f2 che resta. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i dati incrociati di The Lancet e Harvard Dataverse, tra il 7 ottobre 2023 e l\u2019autunno 2025 le morti complessive, dirette e indirette, oscillano tra 186.000 e 377.000, con proiezioni ONU che parlano di oltre 600.000 persone se si considerano le conseguenze ritardate: fame, epidemie, traumi non curati.<\/p>\n\n\n\n<p>La distruzione del costruito \u00e8 la misura della distruzione del vivente. Ogni muro caduto \u00e8 un punto in meno di protezione, un pozzo in pi\u00f9 contaminato, un cadavere che decomponendosi infetta l\u2019acqua. Quando l\u201980 per cento delle abitazioni scompare, l\u2019aria diventa tossica, il suolo infetto, la vita impossibile.Il numero reale dei morti non si conosce. Le liste anagrafiche finiscono a ogni bombardamento. Molti corpi sono dispersi, molti registri bruciati. Gli ospedali che contavano i decessi sono stati demoliti. Oggi il calcolo delle vittime si fa per approssimazioni satellitari, per differenza demografica, per assenza. Si misura l\u2019assenza come fatto statistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cifre finali dicono questo: Gaza ha perso una parte intera della sua popolazione. Tra il dieci e il trenta per cento degli abitanti sono morti, secondo i diversi modelli epidemiologici. La maggioranza era composta da donne e bambini.Nelle ultime ventiquattr\u2019ore, il Ministero della Sanit\u00e0 di Gaza ha segnalato 10 nuovi uccisi e 61 feriti, mentre i bombardamenti su Tel al-Hawa e Shejaiya continuano. Pochi numeri, ma indicativi: la guerra non \u00e8 finita, e le macerie nascondono ancora chi non ha avuto sepoltura.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che resta di Gaza: una citt\u00e0 ridotta a detrito, un cimitero in superficie, un popolo che sopravvive respirando la polvere dei propri morti.<\/p>\n\n\n\n<p>RIFERIMENTI\u2022 The Lancet \u2013 \u201cCounting the dead in Gaza: difficult but essential\u201d (luglio 2024): https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736%2824%2901169-3\/fulltext\u2022 Al Jazeera \u2013 \u201cGaza toll could exceed 186,000, Lancet study says\u201d (8 lug 2024): https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2024\/7\/8\/gaza-toll-could-exceed-186000-lancet-study-says\u2022 Harvard Dataverse \u2013 Yaakov Garb dataset (3 giu 2025): https:\/\/dataverse.harvard.edu\/dataset.xhtml?persistentId=doi%3A10.7910%2FDVN%2FQB75LB\u2022 France 24 \u2013 Fact-check sul \u201c377.000 \u2018missing\u2019\u201d (25 giu 2025): https:\/\/www.france24.com\/en\/middle-east\/20250625-harvard-report-gaza-missing-misinterpreted-number-israel\u2022 OCHA oPt \u2013 Humanitarian Situation Updates: https:\/\/www.ochaopt.org\/publications\/humanitarian-situation-update\u2022 OCHA oPt \u2013 Update #327 con dati cumulati (25 set 2025): https:\/\/www.ochaopt.org\/content\/humanitarian-situation-update-327-gaza-strip\u2022 UNOSAT \u2013 Damage Assessment 13 dic 2024: https:\/\/unosat.org\/products\/4047\u2022 UNOSAT \u2013 Damage Assessment 5 ago 2025: https:\/\/unosat.org\/products\/4165\u2022 UNOSAT \u2013 Road Network damage (aggiornamenti): https:\/\/unosat.org\/products\/3957\u2022 Costs of War (Brown University) \u2013 \u201cIndirect Deaths from War in Gaza and the West Bank\u201d (ott 2024): https:\/\/watson.brown.edu\/costsofwar\/files\/cow\/imce\/papers\/2023\/2024\/Costs%20of%20War_Human%20Toll%20Since%20Oct%207.pdf\u2022 AP News \u2013 Studio UNRWA su malnutrizione acuta infantile (8 ott 2025): https:\/\/apnews.com\/article\/055f7bc35bdd75bc6e858944645014df\u2022 The Guardian \u2013 Malnutrizione infantile a Gaza, stima The Lancet (8 ott 2025): https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2025\/oct\/08\/almost-55000-children-in-gaza-acutely-malnourished-lancet-study-estimates\u2022 Reuters \u2013 Quadro vittime e distruzione (7 ott 2025): https:\/\/www.reuters.com\/world\/middle-east\/gaza-war-tens-thousands-killed-widespread-destruction-2025-10-07\/<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1000088263.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12421\" srcset=\"https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1000088263.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1000088263-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1000088263-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.nonsolomusicamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1000088263-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavinia Marchetti COME SI MUORE A GAZA. 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