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12 settembre 1943 la liberazione di Mussolini al Gran Sasso

Il 12 settembre 1943 è una data cruciale nella storia italiana della Seconda guerra mondiale. In quel giorno Benito Mussolini fu liberato dai tedeschi durante una spettacolare operazione militare al Gran Sasso, in Abruzzo, nota come Operazione Quercia (Unternehmen Eiche).

Dopo la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943, il Duce era stato arrestato per ordine del re Vittorio Emanuele III e nascosto in diverse località per impedire un possibile tentativo di liberazione da parte dei suoi alleati tedeschi. Alla fine, Mussolini fu trasferito all’ Hotel Campo Imperatore, un albergo isolato a 2.100 metri di altitudine, sul massiccio del Gran Sasso.

Ad organizzare la sua liberazione fu Otto Skorzeny, un ufficiale delle SS scelto personalmente da Hitler. L’operazione, condotta da un commando tedesco composto da paracadutisti e forze speciali, vide l’utilizzo di alianti che atterrarono direttamente nei pressi dell’hotel. L’azione fu rapida, sorprendente e non ci furono spargimenti di sangue.

Dopo la liberazione, Mussolini fu trasportato in volo in Germania, dove incontrò Hitler. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, venne annunciata la nascita della Repubblica Sociale Italiana (RSI), uno stato fantoccio sotto controllo tedesco con sede a Salò, sul Lago di Garda.

L’episodio del Gran Sasso rappresenta un punto di svolta nella storia italiana: segnò l’inizio della guerra civile tra fascisti e antifascisti e la definitiva spaccatura del paese, già provato dall’armistizio di Cassibile dell’8 settembre.

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