Manuel M Buccarella
Non lo diciamo noi, o il simpatico “Don Chisciotte”, preziosa pagina di informazione presente sui principali social media. Lo dice, lo teme FederPetroli: se la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse continuare o peggiorare, il gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi. In più ci si mette anche il conflitto russo – ucraino, che pur incide in misura marginale, grazie agli attacchi alle raffinerie russe. FederPetroli parla di uno scenario possibile, non di una previsione certa: molto dipenderà dall’evoluzione della crisi e dai mercati energetici.Nonostante il modesto apporto meloniano, con lo sconto temporaneo di soli 17 centesimi sulle sole accise del gasolio, con scadenza prorogata al 26 agosto, il gasolio è ormai a 2,20 euro al litro. In autostrada il prezzo medio è arrivato a 2,204 euro.Per il governo, quello capeggiato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, protagonista qualche anno fa di una simpatica réclame che prometteva la graduale eliminazione delle accise, le priorità sono ovviamente il riarmo ed il sostegno militare all’Ucraina. Quanto al riarmo ha già impegnato 3,4 miliardi di euro per la prenotazione di nuovi carri armati prodotti dalla partecipata italiana Leonardo e dalla tedesca Rheinmetall. Sembra, ma non cadete nella facile trappola delle apparenze, in controtendenza Antonio Tajani di Forza Italia, che promette Irpef al 33% per il ceto medio (redditi fino a 60mila euro), detassazione di tredicesime ed aumenti salariali da contrattazione collettiva, ma anche flat tax etc etc. Insomma, sarà vero fino ad un certo punto… Vediamo da dove prenderebbero i soldi. Siamo pur sempre in campagna elettorale…

