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Una clamorosa presa in giro, davvero inaccettabile. Mentre l’Italia del 2026 barcolla sotto i colpi di un’inflazione energetica che ha spinto l’indice dei prezzi al consumo verso un pesante 2,8%, con un incremento del prezzo del gas nel mercato tutelato del 22% e dell’elettricità del 15% in sei mesi, il divario tra chi accumula ricchezza e chi fatica a sopravvivere si è trasformato in un abisso etico prima ancora che economico. La chiusura dello stretto di Hormuz e le strozzature nella raffinazione hanno innescato un incendio nei mercati, ma a soffiare sulle fiamme è stata anche una speculazione finanziaria cinica che, nei primi mesi dell’anno, ha gonfiato i listini del gas e dei carburanti di una percentuale superiore 25% basata solo sulle scommesse algoritmiche, ben prima che sulla scarsità fisica di materia prima. In questo scenario di crisi, i giganti del comparto energetico come ENI hanno registrato utili netti con crescite mostruose che sfiorano il 511% in un solo trimestre, accumulando miliardi di euro di extraprofitti mentre la famiglia media italiana si trova a fronteggiare una stangata annua di quasi 1000 euro.La risposta del governo Meloni, tuttavia, appare drammaticamente insufficiente e intrisa di una profonda ingiustizia sociale, a partire dalla scelta di dilapidare oltre 2 miliardi di euro in sussidi per il gasolio erogati in modo indiscriminato. Lo sconto sulle accise, infatti, è un’elemosina che non distingue tra il proprietario di una barca di lusso e l’operaio che percorre chilometri per raggiungere la fabbrica, regalando la stessa agevolazione a chi non ne avrebbe bisogno e sottraendo risorse preziose che potevano essere concentrate esclusivamente sulle fasce di povertà energetica e sul sistema dei trasporti. A fronte di profitti miliardari che sfidano ogni logica di equità, le misure fiscali adottate dal governo Meloni appaiono quasi irridenti nella loro timidezza.Il vero schiaffo al Paese in crisi è l’ultima misura adottata. Dopo aver fatto balenare, e sbandierato, l’ipotesi di utilizzare gli spazi di manovra ottenuti dalla Commissione europea per finanziare la riduzione delle bollette, il gabinetto di Giorgia Meloni ha ripiegato su un provvedimento davvero insultante. In pratica l’unico atto vero si è concretizzato nella richiesta di un anticipo fiscale richiesto alle società che fatturano oltre 20 miliardi di euro.Si tratta, è bene chiarirlo, non è un prelievo sulla ricchezza accumulata, ma un di un mero gioco di cassa, un prestito, più o meno forzoso che le compagnie, ultramiliardarie, concedono allo Stato e che verrà loro restituito integralmente sotto forma di crediti d’imposta futuri: un’operazione contabile che non tocca un solo centesimo dei guadagni straordinari derivanti dalla crisi, lasciando intatto il tesoretto di chi ha speculato sul rincaro dei prezzi e utilizzando l’extra-gettito IVA, spremuto dalle tasche dei cittadini attraverso bollette gonfiate, solo per tamponare momentaneamente i prezzi alla pompa. È il paradosso di un sistema che protegge i campioni del fatturato mentre chiede ai cittadini di pagare il conto di una crisi che, per pochi privilegiati, si è invece rivelata la più grande occasione di arricchimento della storia recente.Non è un caso che su questo campo Meloni trovi il consenso di Tajani, Marattin, Calenda, Renzi; il campo largo della destra del capitalismo finanziario a cui occorrerebbe contrapporre una visione chiara della insostenibilità di queste misure allucinanti.

🔥 QUASI 9 MILIARDI PER LA DIFESA. 130 MILIONI PER IL GASOLIO. E POI CI SPIEGANO CHE “I SOLDI NON CI SONO”.Oggi è una di quelle giornate in cui la politica riesce a spiegarsi da sola.Senza bisogno di editoriali.Bastano due numeri.🇪🇺 Il governo italiano ha formalizzato la richiesta dei prestiti europei del programma SAFE destinati alla difesa.Antonio Tajani ha quantificato la richiesta in 8,9 MILIARDI DI EURO.Quasi nove miliardi.⛽ Nello stesso giorno il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio.Quanto costa?Circa 130 MILIONI DI EURO.E qui parte lo spettacolo.Perché quando si parla di famiglie, salari, sanità, scuole, bollette e costo della vita ci ricordano immediatamente che bisogna essere prudenti.“Servono le coperture.”“Non possiamo fare altro debito.”“Le risorse sono limitate.”“Bisogna rispettare i conti.”Poi compare la parola DIFESA e improvvisamente il vocabolario cambia.Non milioni.MILIARDI.Non qualche giorno di proroga.Prestiti miliardari europei.Ora, prima che arrivi il professorino di turno con la calcolatrice sotto il braccio: sì, lo sappiamo.SAFE è uno strumento europeo creato appositamente per finanziare investimenti nella difesa.Quegli 8,9 miliardi non sono un salvadanaio dal quale il governo potrebbe semplicemente prendere i soldi domattina e costruire ospedali.Ma sapete qual è il punto?LE PRIORITÀ POLITICHE.Perché gli strumenti finanziari non cadono dal cielo.Si decidono.Si costruiscono.Si finanziano.Si approvano.Ed è curioso vedere con quale straordinaria creatività istituzionale l’Europa riesca a costruire una linea di prestiti da 150 miliardi per la difesa, mentre quando milioni di cittadini vengono schiacciati dal costo dell’energia bisogna fare i conti con il bilancino.E il paradosso diventa ancora più gustoso.Tajani stesso ha spiegato che l’Italia ha deciso di chiedere meno dei 14,9 miliardi inizialmente disponibili perché, parole sue, occorre investire maggiormente in sanità e politiche sociali.Ah.Quindi il problema esiste.Se ne sono accorti anche loro.Nel frattempo, però, al cittadino italiano che domani deve andare al lavoro in macchina viene servito il grande piano strategico nazionale:🥁🥁🥁17 CENTESIMI SUL GASOLIO FINO AL 5 SETTEMBRE.Dieci giorni.Costo: circa 130 milioni.Una toppa sopra una toppa sopra un’altra toppa.E dopo?Si vedrà.Forse arriveranno aiuti selettivi in base al reddito.Forse una nuova misura.Forse un altro decreto.Forse un altro tavolo.Per la difesa, invece, sappiamo già parlare in miliardi.Quasi 9 miliardi contro 130 milioni.Non sono la stessa voce di bilancio.Non sono lo stesso strumento.Ma rappresentano perfettamente una domanda che i cittadini hanno tutto il diritto di fare:👉 perché quando si tratta di affrontare il costo della vita sembra sempre impossibile trovare risorse strutturali, mentre quando cambia la priorità politica compaiono strumenti finanziari giganteschi?Ecco il nuovo principio dell’economia europea:il portafoglio è vuoto finché non arriva la priorità giusta.Poi, improvvisamente, scopriamo che aveva il doppio fondo.⚔️ DON CHISCIOTTE📌 FONTI• ANSA, 26 agosto 2026 – Il Consiglio dei ministri proroga fino al 5 settembre il taglio sul gasolio; costo stimato circa 130 milioni di euro. (ANSA.it)• Comunicato del Consiglio dei ministri n. 186, 26 agosto 2026, riportato da FIGISC – proroga dal 27 agosto al 5 settembre della riduzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio. (FIGISC)• Il Sole 24 Ore Radiocor / Borsa Italiana, 26 agosto 2026 – Tajani: richiesta italiana pari a 8,9 miliardi di euro del fondo SAFE; riduzione rispetto ai 14,9 miliardi precedentemente prenotati. (Borsa Italiana)• Euronews, 26 agosto 2026 – confermata la richiesta italiana di 8,9 miliardi di prestiti SAFE e le dichiarazioni di Tajani sulla necessità di destinare maggiori risorse a sanità e politiche sociali. (euronews)• ANSA, 26 agosto 2026 – fonti UE avevano inizialmente indicato in 8 miliardi l’importo comunicato alla Commissione; successivamente Tajani ha indicato 8,9 miliardi. (ANSA.it)📲 Seguici su Telegram: t.me/donchisciotte667#Italia #Governo #Meloni #Carburanti #Accise #Diesel #CaroCarburanti #SAFE #Difesa #UnioneEuropea #Sanità #Famiglie #CaroVita #DonChisciotte

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