Torna a Carpignano Salentino, dopo alcuni anni si sospensione, la Festa te lu Mieru (Festa del Vino), giunta alla sua 51esima, dal 4 al 6 settembre (il programma nel cartellone). È la madre di tutte le sagre salentine, essendo stata fondata nel 1974.
La fondazione della Festa si deve all’Odin Teatret di Copenaghen, famosa compagnia teatrale fondata e guidata dal salentino Eugenio Barba. La compagnia danese arrivò a Carpignano Salentino in cerca di autenticità e radici popolari agli inizi degli anni ’70.
Gli artisti vissero per mesi nel paese condividendo il proprio lavoro con i contadini e la comunità locale, in uno scambio di canti, spazi e tradizioni senza l’uso di denaro o biglietti. Barba ed i suoi artisti si proposero con le proprie scene chiedendo in cambio a contadini ed abitanti di Carpignano di rappresentare i propri canti, i propri balli. Fu inscenato così un vero e proprio “baratto culturale”.
Quando ai carpignanesi viene chiesto di ricreare una festa ormai scomparsa, alcuni giovani ripescano il ricordo di un’antica usanza: una volta, in paese, si distribuiva vino agli ospiti. Il paese prepara da mangiare, torna a cantare, a stare insieme. Per salutare gli ospiti danesi nasce così “lu Patrunu”, dal nome di un vecchio gioco di carte e bevute delle osterie, simile alla passatella romana. Doveva mostrare agli ospiti come si viveva davvero in un paese contadino. Funziona così bene che l’anno dopo, nel 1975, quell’esperimento diventa qualcosa di strutturato: nasce la Festa te lu Mieru, la prima e la più longeva tra le feste popolari salentine.Ed è anche una novità importante per il Salento: la Festa te lu Mieru nasce come festa laica, svincolata dai tradizionali calendari delle feste patronali e religiose. Nel 1975 la festa strutturata affiancò per la prima volta alla cuccagna e alla focara anche la musica della pizzica.
Ogni anno, nel primo fine settimana di settembre, le piazze del paese si animano con stand di enogastronomia tipica, vino gratuito o popolare e musica folk.

