Manuel M Buccarella
L’economia pugliese incomincia a frenare.Il rapporto di Banca d’Italia evidenzia infatti una crescita ridotta del PIL regionale e tendenze contrastanti nei vari settori.
Nel 2024 l’economia della Puglia ha registrato un rallentamento significativo, con una crescita del 0,5% del PIL, decisamente inferiore rispetto ai risultati dell’anno precedente e anche alla media del Mezzogiorno, che ha visto una crescita dell’0,9%, nonché al dato nazionale, pari a 0,7%. Questo rallentamento emerge dal rapporto “Economie regionali: l’economia della Puglia” presentato dalla Banca d’Italia a Bari, che evidenzia un quadro economico meno dinamico rispetto agli anni passati.
Abbiamo parlato in altra sede dei risultati dell’economia del Mezzogiorno d’Italia, quali evidenziati anche dallo Svimez. La Puglia conferma la regola che il grosso della pur contenuta crescita è dovuto agli investimenti pubblici, in particolare di quelli derivanti dal Pnrr. Al palo però l’edilizia privata:Il settore delle opere private ha risentito in particolare del minor ricorso al Superbonus, una misura che negli anni passati aveva stimolato una notevole crescita degli investimenti in edilizia.
Il settore terziario ha visto una crescita contenuta dello 0,4%, una performance inferiore a quella registrata nel 2023. In particolare, il commercio ha sofferto della debolezza dei consumi, una condizione che ha frenato la ripresa, mentre il settore turistico ha mostrato segnali positivi, con un aumento degli arrivi (+11%) e delle presenze (+8,5%), confermando una crescita sostenuta dei flussi turistici, che ha contribuito in parte a bilanciare i risultati più deboli di altri settori. Eppure il turismo è un settore merceologico a basso valore aggiunto.
Come osserva anche il giornalista Danilo Lupo sulla sua pagina Facebook, “la verità è che il turismo non basta perché, a differenza di altri settori, crea molti posti di lavoro ma stipendi bassi per quattro mesi ed il resto indennità di disoccupazione per altri sei. Bagnini, camerieri, receptionist: i più classici working poor, lavoratori poveri, che sono tali anche perché la turistificazione del territorio poi fa alzare i prezzi di tutto: affitti, ristoranti, spiagge, parcheggi. E nel conto finale i salentini si ritrovano privati dei loro spazi e dei loro tempi più belli in cambio di un piatto di lenticchie”.
Se ne occupa in prima pagina anche Nuovo Quotidiano di Puglia di ieri, 29 giugno.
Il settore industriale non basta più, come giustamente rileva il quotidiano salentino e Bankitalia: il settore industriale ha registrato un ristagno, con una flessione dello 0,2%, principalmente a causa della debolezza del ciclo economico globale e della domanda interna poco vivace. Nonostante la riduzione del costo del credito, che avrebbe dovuto stimolare gli investimenti, questi ultimi sono rimasti stabili, senza un impulso significativo. Un segnale di freno arriva anche dal comparto delle costruzioni, che ha visto un incremento moderato del 1,2%, un dato comunque inferiore rispetto al triennio precedente, segno di una ritrazione nella crescita rispetto ai periodi più favorevoli.
