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Sandro Ciotti (1928–2003): la voce che ha raccontato generazioni

Alessandro “Sandro” Ciotti, nato a Roma il 4 novembre 1928 e scomparso il 18 luglio 2003, è stato uno dei volti–anzi, delle voci–più iconiche della Rai e del giornalismo italiano.

Dalle giovanili della Lazio alla musica
Artista poliedrico fin da giovane, Ciotti giocò nelle giovanili di Lazio prima di militare in squadre come Frosinone, Anconitana e Forlì.

Parallelamente studiò violino al Conservatorio di Santa Cecilia e collaborò come critico musicale, partecipando a Festival di Sanremo e scrivendo canzoni per artisti come Fred Buscaglione e Luigi Tenco.

Il re delle radiocronache
Nel 1958 entrò stabilmente in Rai, lavorando in rubriche radiofoniche come Ciak, L’uomo del giorno e L’angolo del jazz. Divenne la storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto, raccontando oltre 2.400 partite di calcio, 14 Olimpiadi, 15 Giri d’Italia, 9 Tour de France e 40 Festival di Sanremo.

La sua voce roca – resa inconfondibile da un’aspra radiocronaca sotto la pioggia a Città del Messico nel 1968 – divenne il suo marchio di fabbrica.

Celebre il suo stile elegante: ironico, con un lessico raffinato. Con la frase “Scusa Ameri!” usava interrompere il collega Enrico Ameri durante le dirette. Anche se spesso associata a lui, l’espressione “Clamoroso al Cibali!” non risulta pronunciata da Ciotti, ma è diventata parte della leggenda.

Sul piccolo schermo e nei documentari
Negli anni ’70 e ’80 passò con successo alla televisione, conducendo per molti anni La Domenica Sportiva e programmi musicali come Il Telecanzoniere . Lavorò anche come attore e regista, partecipando, per esempio, a “Il profeta del gol” (1976) e “La grande prugna” (1999).

Un ritratto umano
Romano “doc”, Ciotti non si sposò mai; la sua curiosità attraversava molte sfere: dalla musica allo scopone scientifico. Ironico e raffinato, con la raccomandazione ai colleghi: “Portate con voi uno zainetto pieno di parole”.

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