Luciano Graziuso
LE MANI DEL GOVERNO SUL TENNIS: L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE LE ATP FINALS
Anche se sembra alquanto difficile da credere visti i tempi sempre più bui in cui ci tocca vivere, l’Italia possiede comunque un’eccellenza di cui si può vantare. La democrazia? Ovviamente no, l’esecutivo attuale governa in modo dispotico, quasi dittatoriale, usando la repressione invece del dialogo per far tacere il dissenso (vedi ad esempio il DL Sicurezza, ora legge incostituzionalissima dello Stato). La libertà di stampa? Per carità, il potere controlla la stragrande maggioranza dei nostri mass media, ormai ridotti a semplice cassa di risonanza della propaganda governativa: quest’anno abbiamo perso altre 3 posizioni nella relativa classifica, che ci vede al 49° posto, il peggior risultato di tutta l’Europa Occidentale. Il prestigio a livello internazionale? Non scherziamo, la Meloni riceve ordini da chiunque ed ha reso il nostro Paese lo zerbino di Stati Uniti, UE, NATO ed Israele. I valori umani? Qui ci starebbe bene una grassa risata, se non ci fosse da piangere: il nostro governo ci ha resi complici del genocidio ai danni del popolo palestinese e nonostante ciò si permette di fare la morale ad altri che hanno urlato a gran voce la loro contrarietà e/o si stanno impegnando in tutti i modi per farlo cessare.
Ma di cosa si tratta allora? Stiamo parlando dell’organizzazione delle ATP Finals, vero e proprio fiore all’occhiello della FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel), che gestisce tutto con grande maestria ed efficienza, tant’è vero che questa manifestazione si svolge a Torino dal 2021 ed ha fatto registrare ottimi risultati sia sportivi che economici. Il nostro esecutivo ha qualche merito in tutto questo? Assolutamente no: per una delle pochissime cose che funzionano bene in Italia bisogna fare i complimenti ad Angelo Binaghi, stimato Presidente della FITP dal lontano 2001 e grande uomo di sport (è stato anche un discreto tennista).
Cosa c’entra allora il nostro governo in tutto questo? E’ molto semplice: vuole “affiancare” la FITP per poter mettere mano sui tanti soldi che “girano” nella gestione delle Finals! Parliamo infatti di ben 149.410 biglietti già venduti, il 4,5% in più rispetto alla stessa data del 2024, e di una “macchina organizzativa” efficientissima, capace di muovere decine di milioni di euro ad ogni edizione. Nessuno dei politici però lo dice esplicitamente, come sempre con lo scopo di far capire a meno cittadini possibile cosa stia succedendo in realtà: per giustificare subdolamente questa che è a tutti gli effetti un’ ingerenza bella e buona e per non perdere la faccia, vengono usate parole come “consigli”, “assistenza”, “sussidi”, “aiuti” e via discorrendo, che i nostri politici al potere si offrono generosamente di fornire ad una Federazione che funziona già splendidamente di suo, senza che Meloni & company, finora, ci abbiano mai messo mano; anzi, molto probabilmente proprio per questo motivo, visto come hanno gestito tutto il resto in Italia in questi 1000 giorni di governo…
Oltre alla giustificata paura per i danni che “Re Mida al contrario” potrebbero arrecare al movimento del tennis italiano qualora riuscissero nel loro intento di “affiancare” la FITP, il nostro Paese rischia seriamente anche di vedersi soffiare l’organizzazione delle ATP Finals di Torino 2027, vera e propria “gallina dalle uova d’oro”. Infatti, sebbene per accordi già presi tale manifestazione si dovrebbe svolgere da noi almeno per altri due anni, l’ATP ha già fatto sapere, anche per mezzo di una lettera, che pretende che “sia solo la FITP ad organizzare e gestire direttamente e in prima persona l’evento, assumendo tutti i diritti e gli obblighi … con particolare riferimento a quelli operativi e finanziari”.
Il Presidente della FITP Angelo Binaghi, parlando ieri a proposito della situazione venutasi a creare, è apparso molto provato, dicendo di essere pronto a farsi da parte; alla luce dei traguardi, non solo sportivi, raggiunti dal tennis italiano con lui alla guida, sarebbe senza ombra di dubbio una grave perdita per questo sport, secondo ormai solo al calcio in Italia. Il tennis passerebbe, infatti, dalle mani di un abilissimo gestore, ma soprattutto di un uomo che ha dimostrato in tante occasioni di averlo enormemente a cuore, a delle persone che, oltre ad aver palesato la loro incompetenza in innumerevoli circostanze, si accosterebbero a questo mondo soltanto a scopo di lucro e quindi senza passione e senza il minimo slancio emotivo, cose fondamentali nello sport come nella vita. Ci rendiamo conto che qualcuno magari potrebbe obiettare: “Esiste qualche dato sulla base del quale si può dire che i nostri governanti non abbiano a cuore il tennis?” Ebbene sì, anche quest’ultima non è un’affermazione campata in aria: la scorsa domenica il nostro Sinner e lo spagnolo Alcaraz si sono affrontati nella finale del prestigiosissimo torneo di Wimbledon, tra l’altro mai vinto in precedenza da un italiano (l’ultimo nostro connazionale ad arrivare in finale era stato Berrettini nel 2021); la partita si è conclusa col trionfo del tennista altoatesino, che ha sconfitto il proprio rivale sotto gli occhi di… Re Felipe Sesto, del suo segretario Camilo Villarino e del Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, accorsi tutti a fare il tifo per Alcaraz; e chi c’era invece, tra le “istituzioni”, per sostenere il nostro atleta e la nostra bandiera in un’occasione così importante? Il solo ambasciatore Lambertini. I fatti, come sempre, hanno il pregio imbattibile dell’evidenza.
