Xylella, la cura c’è sempre stata, adesso lo dice anche quella parte del mondo scientifico che fino ad ora aveva sempre negato la possibilità di salvare i nostri meravigliosi ulivi e di conseguenza il nostro paesaggio tipico salentino con trattamenti biologici adeguati. E, si badi bene, abbiamo sempre cercato di fare comprendere, sia ai decisori politici che a quel mondo marcio della cosiddetta informazione che ha avuto responsabilità determinanti in questa faccenda, che la possibilità di recuperare i nostri oliveti autoctoni c’era veramente. Ma abbiamo ricevuto soltanto intimidazioni, offese oppure tanta indifferenza.
Invece abbiamo assistito ad una diffusa aggressione al territorio che neanche i barbari avrebbero potuto commettere.
Adesso chi pagherà per gli ingentissimi danni provocati al Territorio ? Chi chiederà il conto a quei decisori politici di tutti i livelli istituzionali che hanno legiferato anche in base a delle motivazioni completamente errate ed hanno dato copertura giuridica ad una diffusa devastazione ? Avranno il coraggio questi decisori politici, di tutti i livelli istituzionali, alla luce di questa importante verità, di comprendere che il giochino e finito, di rivedere le loro sbagliate decisioni politiche giuridiche e cercare di salvare quella parte di territorio che ha ancora i nostri tipici oliveti ??
Perché è vero che la cura c’è, ma è anche vero che per renderla veramente efficace è necessario sostenere, con adeguate azioni politiche e relativi fondi pubblici, i proprietari di oliveti e le aziende agricole che ancora producono olio eccellente dai nostri antichi oliveti e che si ostinano caparbiamente a preservare il nostro tipico paesaggio. Dedico questo articolo in particolare a coloro che non solo non hanno avuto il coraggio di contrastare la narrazione dominante pro distruzione e reimpianti, funzionale a gestire fondi pubblici, ma che invece hanno avuto il barbaro coraggio di chiamarci complottisti negazionisti illusionisti. La vostra codardia si è dimostrata dannosa, le vostre responsabilità nella devastazione sono gravi quasi al livello di chi invece ha messo in atto azioni funzionali alla distruzione e riconversione. Degli altri invece inutile aggiungere altro: le ipotesi di reato potrebbero essere tantissime, speriamo soltanto che la magistratura faccia finalmente chiarezza.
Xylella fastidiosa: dopo il riconoscimento scientifico della cura Scortichini, l’opinione dell’attivista.
Xylella, la cura c’è sempre stata, adesso lo dice anche quella parte del mondo scientifico che fino ad ora aveva sempre negato la possibilità di salvare i nostri meravigliosi ulivi e di conseguenza il nostro paesaggio tipico salentino con trattamenti biologici adeguati. E, si badi bene, abbiamo sempre cercato di fare comprendere, sia ai decisori politici che a quel mondo marcio della cosiddetta informazione che ha avuto responsabilità determinanti in questa faccenda, che la possibilità di recuperare i nostri oliveti autoctoni c’era veramente. Ma abbiamo ricevuto soltanto intimidazioni, offese oppure tanta indifferenza.
Invece abbiamo assistito ad una diffusa aggressione al territorio che neanche i barbari avrebbero potuto commettere.
Adesso chi pagherà per gli ingentissimi danni provocati al Territorio ? Chi chiederà il conto a quei decisori politici di tutti i livelli istituzionali che hanno legiferato anche in base a delle motivazioni completamente errate ed hanno dato copertura giuridica ad una diffusa devastazione ? Avranno il coraggio questi decisori politici, di tutti i livelli istituzionali, alla luce di questa importante verità, di comprendere che il giochino e finito, di rivedere le loro sbagliate decisioni politiche giuridiche e cercare di salvare quella parte di territorio che ha ancora i nostri tipici oliveti ??
Perché è vero che la cura c’è, ma è anche vero che per renderla veramente efficace è necessario sostenere, con adeguate azioni politiche e relativi fondi pubblici, i proprietari di oliveti e le aziende agricole che ancora producono olio eccellente dai nostri antichi oliveti e che si ostinano caparbiamente a preservare il nostro tipico paesaggio. Dedico questo articolo in particolare a coloro che non solo non hanno avuto il coraggio di contrastare la narrazione dominante pro distruzione e reimpianti, funzionale a gestire fondi pubblici, ma che invece hanno avuto il barbaro coraggio di chiamarci complottisti negazionisti illusionisti. La vostra codardia si è dimostrata dannosa, le vostre responsabilità nella devastazione sono gravi quasi al livello di chi invece ha messo in atto azioni funzionali alla distruzione e riconversione. Degli altri invece inutile aggiungere altro: le ipotesi di reato potrebbero essere tantissime, speriamo soltanto che la magistratura faccia finalmente chiarezza.
