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GIUSTIZIA “DOUBLE-FACE”

Mauro Graziuso

La stagione calcistica appena trascorsa, al di là dei verdetti del campo, è stata ricca di provvedimenti disciplinari ai danni di tifosi e società italiane. Innanzitutto, per mesi, da Settembre 2024 in poi, si è parlato del caso “ultras”, che ha visto coinvolte entrambe le squadre milanesi: a quanto pare, negli anni precedenti esse avevano avuto un contatto diretto con sedicenti sostenitori in realtà affiliati a delle cosche mafiose.

Come suole accadere purtroppo in Italia, inizialmente i giornali erano pieni di titoloni scandalistici in cui ogni inviato esprimeva assoluto disagio davanti alla figura barbina che riceveva il mondo calcistico e che scaturiva da questa cloaca e provava ad immaginare le più disparate sanzioni esemplari da comminare ai soggetti coinvolti. Tuttavia, passato un po’ di tempo, mentre la giustizia italiana svolgeva a passo di tartaruga le doverose indagini, il clamore mediatico calava e calava, così gli appassionati quasi si dimenticavano dell’inchiesta in essere.

Dalla possibile esclusione di Inter e Milan dalla Serie A, si passava agevolmente alla squalifica del campo e dei tesserati deferiti o alle penalizzazioni nel campionato in corso; tutte ipotesi che, naturalmente, in un Paese normale sarebbero state realistiche, ma da noi ci sono, come sappiamo, figli e figliastri. E puntualmente, nel Maggio scorso, la procura della FIGC “salvava” le società della Madonnina, punendole soltanto con una multa irrisoria e con una giornata di squalifica all’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi e al giocatore Hakan Calhanoglu.

A lasciare l’amaro in bocca anche un altro caso, quello della squadra del Lecce colpita pesantemente da un lutto inaspettato e dolorosissimo per l’ambiente, quando all’improvviso, il 24 Aprile, è venuto a mancare a 47 anni il fisioterapista del team giallorosso, Graziano Fiorita, a cui tutti erano comprensibilmente molto legati; alla richiesta dei dirigenti di posticipare la partita Atalanta – Lecce, la Lega Calcio ha stabilito un rinvio di 48 ore, sembrato troppo breve ai salentini dato lo stato d’animo di grave shock e prostrazione dei calciatori. Si fosse trattato di una squadra più blasonata e del Nord, sarebbe stata presa la stessa decisione? Siamo sicuri che nelle menti di tutti i tifosi leccesi sia balenata, anche solo per un attimo, questa domanda. Durante l’incontro, anche i fan bergamaschi si sono uniti ai salentini in una protesta fatta di fischi continui contro una decisione che denotava scarsa sensibilità verso la condizione in cui versava la compagine pugliese.

Nel match casalingo successivo, i supporter del Lecce hanno lanciato fumogeni ed esposto striscioni contro le figure apicali della Lega Calcio e queste hanno subito minacciato punizioni severe, salvo poi ritirarle quando le altre società calcistiche hanno manifestato solidarietà ai salentini e affermato che al loro posto avrebbero fatto la stessa cosa.

Per voi, cari lettori, è finita così? Magari! Invece, proprio dopo l’ultima giornata del campionato il Giudice sportivo ha sanzionato il Lecce con circa 55000 euro di ammenda, somma corrispondente esattamente a quanto previsto in precedenza.

Non c’è due senza tre: anche nella serie cadetta, la classifica è stata alterata per motivi extracampo, con un altro episodio di chiaro doppiopesismo all’italiana. Ad inizio campionato, la squadra calabrese del Cosenza, neopromossa in Serie B, è stata penalizzata di 4 punti per mancati pagamenti di stipendi. Finora, voi direte, tutto ok, ma nel frattempo anche il Presidente del Brescia Cellino era stato colto con le mani nel sacco per le stesse inadempienze, eppure tutto taceva. Dopo la 38° giornata, tuttavia, è successo l’imponderabile e lo storico team della Sampdoria è retrocesso sul campo, ma molti potrebbero sospettare che, essendo un’importante compagine del Nord, ha potuto godere dell’intervento del Presidente della FIGC Gravina e del “sistema”, i quali si sono magicamente ricordati di punire le “Rondinelle” così da concedere alla squadra ligure il purgatorio dei playout contro la povera Salernitana che, inerme, ha dovuto assistere a questo deprecabile teatrino e subire una grossa ingiustizia anche durante lo spareggio di ritorno, laddove ha prevalso l’undici ligure, non senza polemiche arbitrali che l’hanno condannata alla retrocessione.

La giustizia è uguale per tutti, ma solo in teoria.

Graziano Fiorita
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