Alfredo Facchini
Niente avviene per caso. Soprattutto in America. Non importa chi abbia armato quel cecchino. Conta l’uso politico: il lutto si trasforma in arma, il funerale diventerà un comizio.
“Siamo sotto assedio”. Il messaggio è chiaro: il nemico è dentro i confini. Sicurezza come feticcio. Dissenso ridotto a minaccia.
Ma questo è solo, in ordine di tempo, l’ultimo fotogramma. Nei corridoi degli uffici federali scorrono purghe silenziose. La lista nera dei burocrati non allineati è lunga. I fedeli restano dentro, gli indipendenti vengono espulsi. Chi non si piega, da un giorno all’altro, trova la scrivania svuotata e la tessera magnetica disattivata.
Al confine l’emergenza diventa legge. Emergenza nazionale. Città trattate come roccaforti da espugnare. Camionette della Guardia Nazionale presidiano quartieri periferici e negozi messicani. Lo stato d’eccezione, poco a poco, entra nella vita quotidiana. Si normalizza.
Basta programmi inclusivi, basta parità di accesso. Il messaggio alle imprese è netto: chi insiste con l’inclusione rischia controlli, tagli, sanzioni. Nelle università si tagliano i fondi destinati alle minoranze. Il colpo è più largo: colpire chi produce pensiero critico, chi offre spazi di emancipazione. Nelle scuole ritorna la 1776 Commission. Patriottismo obbligatorio, storia riscritta come catechismo.
La direzione è chiara: nessun diritto per chi non rientra nel “prima gli americani”. Tutti sotto tiro. Migranti, ONG, stampa, università, “stato profondo”: tutti trasformati in nemici. Tutti sacrificabili sull’altare di un potere che si riproduce da sé, senza più contrappesi.
“È il momento di infiltrare, distruggere, arrestare e incarcerare tutti i responsabili di questo caos”, scrive l’attivista razzista Christopher Rufo. Non una deviazione temporanea. Una democrazia svuotata dall’interno, pezzo dopo pezzo, decreto dopo decreto. L’avvio calcolato di un regime distopico.
Il redivivo Elon Musk scrive: «La sinistra è il partito degli omicidi».
Sicuro? Sono 523 i morti ammazzati, in 227 episodi con una matrice di estrema destra avvenuti negli Stati Uniti tra il 1990 e il 2020, ovvero l’84,4% del totale, secondo l’US extremist crime database.
L’assassinio di Charlie Kirk segue quello, a giugno, della parlamentare democratica del Minnesota Melissa Hortman, uccisa insieme al marito Mark. Feriti anche il senatore democratico John Hoffman e la moglie, Yvette.
E non è tutto: ad aprile c’era stato l’attentato contro il governatore democratico della Pennsylvania, Josh Shapiro. La sua casa data alle fiamme con dentro l’intera famiglia, che solo per miracolo è riuscita a salvarsi.
In realtà gli Stati Uniti sono un paese malato cronico. Una società che vive di paure, di armi, di odio politico elevato a sistema. Con a capo, in questo snodo storico, una canaglia senza scrupoli che cavalca il caos, lo alimenta, lo trasforma in potere assoluto.
