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90 anni fa le leggi di Norimberga, inizio della Shoah

Le Leggi di Norimberga furono un insieme di norme razziste emanate dalla Germania nazista il 15 settembre 1935, durante il Raduno del Partito Nazista a Norimberga. Queste leggi segnarono una tappa fondamentale nella politica antisemita del regime di Adolf Hitler, gettando le basi giuridiche per la persecuzione sistematica degli ebrei tedeschi.

Le due principali leggi furono :1) la “Legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco”. Proibiva i matrimoni e le relazioni sessuali tra ebrei e cittadini “di sangue tedesco o affine”. Vietava anche agli ebrei di impiegare domestici tedeschi sotto i 45 anni e di esporre la bandiera tedesca.

2) La “Legge sulla cittadinanza del Reich”. Stabiliva che solo chi era di “sangue tedesco o affine” poteva essere cittadino del Reich. Gli ebrei venivano così privati della cittadinanza tedesca e ridotti allo status di “sudditi”.

Successivamente furono aggiunte molte altre norme che definirono con criteri pseudoscientifici chi fosse considerato ebreo, anche in base all’ascendenza e non alla religione professata.

Le Leggi di Norimberga segnarono l’inizio della sistematica esclusione degli ebrei dalla vita pubblica, dalla scuola, dalle professioni e dai diritti civili. Furono il preludio legale alle deportazioni, ghettizzazione e, infine, allo sterminio durante la Shoah.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i crimini legati a queste leggi furono parte dei capi d’accusa al Processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti.

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