Manuel M Buccarella
Coral 37 è una società a responsabilità limitata semplificata (srls) con sede a Lecce, di proprietà di una imprenditrice israeliana, Orit Lev Marom, che si è di fatto trasferita nel capoluogo salentino da due anni.
“Due anni fa arrivavo in Puglia quasi per caso. Un volo, una fermata non programmata – e improvvisamente mi sono ritrovata in un luogo che mi ha toccato profondamente. Per la prima volta, mi sono sentita arrivata a casa. Non solo per la bellezza della costa adriatica, i borghi imbiancati o il ritmo di vita più lento, così diverso dal mondo veloce da cui provengo, ma soprattutto per le straordinarie opportunità che questa terra offre ai miei investitori”.
La signora Marom ha realizzato una clinica specializzata in trattamenti estetici ed una società immobiliare, la Coral 37, specializzata nella compravendita di immobili di lusso e nelle ristrutturazioni edilizie. La Marom ambisce ad essere, quale immobiliarista, punto di riferimento per abbienti concittadini israeliani che vogliano acquistare immobili di pregio a Lecce e nel Salento ed in genere nel Sud Italia.
L’imprenditrice Orit Lev Marom e il manager Yoel Ben Assayag scommettono sul Sud Italia, tra ambizioni internazionali e ombre di enclave. Nel cuore della Puglia sta prendendo forma un progetto che suscita entusiasmi e timori: la “Israeli Colony in Salento”, iniziativa lanciata da Orit Lev Marom con la società Coral 37 SRLS, affiancata dal co-fondatore Yoel Ben Assayag. L’obiettivo dichiarato è creare un villaggio autosufficiente per famiglie israeliane, con case private, terreni agricoli, scuole e servizi interni. Una comunità esclusiva che, se realizzata, cambierebbe il volto del Salento. “Una visione si legge nel progetto – per una comunità agricola e turistica autosufficiente in cui le famiglie israeliane possano stabilirsi, coltivare il proprio cibo e sviluppare strutture educative e sanitarie condivise”.
A Cipro, negli ultimi anni, migliaia di israeliani hanno acquistato proprietà immobiliari, creando di fatto enclave residenziali con scuole, sinagoghe e servizi comunitari, a quanto pare presidiate anche da uomini armati. La comunità israeliana sull’isola è passata da circa seimilacinquecento persone nel 2018 a oltre dodicimila nel 2024, sollevando timori di “colonizzazione economica” e tensioni politiche, alimentate anche dal timore del fondamentalismo religioso. In Israele non si deve respirare una buona aria, tra guerre, rischio di attentati e tensioni interne (c’è chi paventa anche una guerra civile). I benestanti se possono vanno via a costituire nuove colonie. Cominciarono ad acquistare terre dai latifondisti arabi per poi espandersi. La storia la conosciamo… Il timore è che possano vedere anche altrove la loro “Terra Promessa”.
Qualcuno sostiene che la circostanza che la Coral 37 non navighi attualmente in buone acque sarebbe prova dell’aleatorietà delle ambizioni della fondatrice ed amministratrice. Tuttavia è esperienza consolidata dell’economia aziendale che spesso e volentieri le start up nei primi anni di attività abbiano un fatturato modesto e chiudano in perdita.
La questione delle colonie israeliane nel Salento per ora sembra solo una suggestione anche un po’ folkloristica ma alcuni residenti hanno informato i propri politici di riferimento per presentare una interrogazione parlamentare.
