Lavinia Marchetti
A questo è servita la Flotilla. Svegliare coscienze. Riappropriarsi del discorso: NON SIAMO COMPLICI!
Le navi della Global Sumud Flotilla, come prevedibile, sono state piratate in mare aperto dall’esercito israeliano, un esercito genocidario, le aspettative erano peggiori, e lo sarebbero state se mezzo mondo non avesse guardato. Un’azione militare contro civili disarmati che portavano aiuti umanitari a Gaza. In risposta, l’Italia ha visto esplodere la rabbia e la dignità. Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Torino, Genova e tantissime altre città: le piazze si sono riempite, spontaneamente. Come dovrebbe accadere normalmente, ma non accadeva da decenni. Migliaia di corpi, migliaia di voci, hanno gridato contro l’ennesimo crimine, trasformando il silenzio in resistenza.
A Milano il corteo ha bloccato la città, a Roma oltre diecimila persone hanno marciato fino al centro, a Napoli i binari della stazione sono stati occupati. È stata una marea, un segnale chiaro: non accetteremo che la complicità diventi normalità.E adesso c’è di più: i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale. Uno sciopero che va ben al di là dell’atto in sé, diviene un gesto politico, una scelta di campo: il rifiuto di piegarsi. E qui spunta il solito Salvini, ministro dei treni che non arrivano in orario e dei ponti fantasma, senza vergogna, che invoca la precettazione come se fosse possibile silenziare la rivolta sociale con un decreto. Una TDC che immagina di poter piegare un Paese con i manganelli e la burocrazia.A chi è sceso in piazza, a chi scenderà ancora, a chi bloccherà porti, binari, strade, va detto chiaro: grazie. Avete dimostrato che la dignità esiste ancora in questo paese, stavolta non sono i francesi, siamo noi a dimostrare che l’Italia non è tutta inginocchiata.
Non siamo spettatori, non siamo neutrali, non siamo complici. La lotta di Gaza è anche la nostra.
