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Roma 16 ottobre 1943: il rastrellamento nel ghetto ebraico

In Italia il 16 ottobre 1943 si verifica il rastrellamento del ghetto ebraico di Roma. All’alba le SS tedesche circondano il quartiere e arrestano 1.259 persone, tra cui oltre 200 bambini.

Due giorni dopo, il 18 ottobre, un convoglio di 18 carri bestiame parte dalla stazione Tiburtina diretto ad Auschwitz. Solo 16 persone faranno ritorno.Questo rastrellamento segna l’inizio della caccia sistematica agli ebrei italiani, che continuerà fino alla Liberazione, causando la deportazione di circa 8.000 ebrei dall’Italia, di cui solo poche centinaia sopravviveranno.

L’anno 1943 rappresenta uno dei periodi più tragici della persecuzione nazista degli ebrei in Europa. Già tra aprile e maggio si era consumata la tragedia finale del Ghetto di Varsavia. Dopo anni di deportazioni verso i campi di sterminio, i nazisti decidono di liquidare definitivamente il ghetto. Gli ebrei rimasti, circa 60.000 persone, oppongono una resistenza armata disperata che dura quasi un mese. La rivolta, guidata da Mordechai Anielewicz, viene schiacciata con estrema violenza: il ghetto viene raso al suolo casa per casa e i sopravvissuti deportati a Treblinka.

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