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LA STRATEGIA DELLA “DISTRAZIONE DI MASSA” COLPISCE ANCORA.“SCONTRO BIGNAMI-MATTARELLA”: COME MONTARE UN CASO DAL NULLA PER SVIARE L’ATTENZIONE DEI CITTADINI DA FATTI MOLTO PIU’ IMPORTANTI

Luciano Graziuso

Più che di uno “scontro”, come è stato definito dalla gran parte del sistema informativo nostrano per confondere le acque, si è trattato di un vero e proprio attacco personale, estremamente violento e basato praticamente sul nulla. Perché ci sia uno scontro infatti, come ci insegna la lingua italiana, c’è bisogno di due o più persone che si offendano o si accusino reciprocamente di qualcosa. Nella vicenda Bignami-Mattarella, invece, abbiamo assistito ad un attacco unidirezionale da parte di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, nei confronti della più alta carica dello Stato, che si è semplicemente difeso dalle invettive del politico del partito meloniano.

Galeazzo Bignami (già resosi ridicolo in passato, tra le altre cose, per aver accusato la relatrice ONU Francesca Albanese di “diffondere idee antisemite” quando lui per primo era solito indossare la divisa nazista, con tanto di svastica, in occasione di varie feste tra amici) nella giornata di ieri ha pesantemente infamato il Presidente della Repubblica, affermando che è in atto un “piano del Quirinale contro Giorgia Meloni” per toglierle il potere; tutto ciò sulla base di una frase che avrebbe ascoltato pronunciare da un consigliere di Mattarella, il quale ha risposto di essere rimasto profondamente stupefatto e che questa vicenda è sconfinata nel ridicolo. Mentre Bignami alla Camera arringava i colleghi per quella che, in fondo, era una tempesta in un bicchiere d’acqua, Fratelli d’Italia dichiarava che non metteva assolutamente in dubbio la lealtà del Colle.

Che senso dare, allora, a tutto ciò che è accaduto, dato che la stessa premier oggi, verso l’ora di pranzo, ha incontrato Mattarella al Quirinale ed ha poi dichiarato che non vi è “nessuno scontro istituzionale”? Perché è stato dato tutto questo risalto ad una vicenda che sembra essere già chiusa, anche se la premier ha affermato che le parole del consigliere Garofani sono state “inopportune”?.

A noi sembra che tante volte alcuni fatti arrivino proprio al momento opportuno per oscurare situazioni e realtà non proprio positive per il Paese e servano per distrarre l’opinione pubblica da eventi più importanti e purtroppo non edificanti. In questi giorni, infatti, i dati sull’economia italiana sono più che mai catastrofici; si è “scoperto” che il governo non ha nessuna alternativa per l’ILVA di Taranto e la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha chiesto ulteriori aiuti da destinare all’Ucraina per 135 miliardi, nonostante la pesantissima corruzione presente in quel Paese, che coinvolge anche i più alti vertici dello Stato.

Fra due anni soltanto, se le scellerate scelte economiche cui abbiamo assistito e stiamo assistendo non saranno cambiate, l’Italia sarà l’ultimo Paese dell’UE quanto a crescita economica; ma già adesso possiamo dire che la Spagna cresce quasi il quadruplo di noi (0,7 a 0,2) e che sono stati archiviati definitivamente i bei tempi in cui, col governo 5 Stelle, il PIL era al 12%.

Un esempio lampante di questa gestione fallimentare del Paese da parte dell’esecutivo Meloni è, purtroppo per noi pugliesi, la molto probabile chiusura definitiva dell’ILVA di Taranto che, oltre a lasciare senza occupazione migliaia e migliaia di lavoratori – e di conseguenza senza sostentamento le loro famiglie – metterà in crisi anche il polo siderurgico di Genova, che infatti è già in agitazione (circa 1000 occupati). Per anni il ministro Adolfo Urso ha gestito la “crisi” senza un piano industriale, senza una strategia, senza manifestare volontà da parte del governo di investire nell’industria tarantina e lasciando operai e sindacalisti nel sospetto di essere presi costantemente in giro, tanto che il segretario della UILM Rocco Palombella ha dichiarato:” Marzo arriverà e tutte le sue cazzate verranno a galla”. Siamo a novembre ed è già tutto chiaro.

La vicenda Bignami-Mattarella ha infine offerto una preziosa ancora di salvezza a proposito della questione invio di aiuti militari e finanziari all’Ucraina. Infatti, nonostante la sempre maggiore contrarietà di quasi tutti gli italiani soprattutto per la corruzione dilagante in quel Paese, il ministro Crosetto ha annunciato il dodicesimo pacchetto di aiuti, secretato naturalmente, per cui non ha bisogno dell’approvazione da parte del Parlamento. Anche la Von der Leyen, dal canto suo, ha inviato una lettera ai 27 Paesi membri dell’UE, con la quale chiede un finanziamento all’Ucraina per 135 milioni di euro da elargire tra il 2026 e il 2027. Tutto questo mentre a Kiev è scoppiato lo scandalo più grave degli ultimi 10 anni, che vede implicati membri dello stesso governo e figure di alto rilievo del panorama politico ucraino: una corruzione dilagante per un giro di 100 milioni di dollari in tangenti sottratti allo Stato e provenienti anche dalle nostre tasche, in un momento in cui molti italiani stessi invece sono costretti a recarsi alla Caritas per mangiare e versano in condizioni di povertà pur lavorando.

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