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Puglia, scandalo fondi Xylella. Maxitruffa ai danni di Agea per 19 milioni di euro destinati al reimpianto di olivi. Non una nuova pianta installata.

Manuel M Buccarella

Scandalo in agricoltura in Puglia: l’Agea – Agenzia nazionale per le erogazioni in Agricoltura – che si occupa, in merito alla xylella, di versare contributi a fondo perduto (fino al 100% dei costi ammissibili per ettaro, con massimali specifici) destinati al reimpianto di cultivar di olivo resistenti o alla conversione a colture alternative nelle zone infette, ha scoperto una maxitruffa per 18,8 milioni di euro, come reso noto dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Ben 18,8 milioni di euro destinati a sostenere le aziende colpite da Xylella sono sati concessi a beneficiari per i quali, a detta di Agea, “non si rileva la presenza di piante”. Non solo, di questi beneficiari, oltre la metà (il 51%) avrebbe posizioni con fascicoli aziendali chiusi per cessazione di azienda o perché si è accertata la morte del beneficiario.

Si parla, riporta La Gazzetta del Mezzogiorno , di oltre 2500 aziende. I 18,8 milioni fanno parte del flusso di risorse – pari a 122 milioni – che dal 2016 al 2022 sono state stanziate per le aziende agricole colpite dalla Xylella. Fondi del governo nazionale, transitati per la Regione Puglia a cui spettava la cura delle pratiche amministrative.

L’Agea era stata colpita da accuse in un recente passato di mancata trasparenza e inefficacia nell’attuazione dei reimpianti, nonostante i milioni di euro stanziati.

“Da sempre abbiamo chiesto fondi pubblici anche per sostenere chi aveva deciso di salvare i propri antichi olivi autoctoni ma hanno sempre risposto di no -commenta Crocifisso Aloisi, piccolo agricoltore ed attivista salentino – anzi, li hanno dati anche a chi, pur ricevendo risorse pubbliche, non ha mai piantato una sola piantina di ulivo. Benvenuti nella farsa xylella”.

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