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Silvana Sale

Scorrono le parole di Marรญa Elvira Salazar, deputata statunitense, e lasciano dietro di sรฉ una scia di sgomento.Non sono insinuazioni, non sono mezze frasi, sono dichiarazioni dirette, formulate senza pudore, che sembrano annunciare al mondo lโ€™idea di mettere le mani su un Paese sovrano come se fosse una dispensa da saccheggiare. Ormai non conoscono vergogna.

In unโ€™intervista rilasciata a Fox Business Network, questo 24 novembre 2025, la deputata statunitense Marรญa Elvira Salazar ha dichiarato senza esitazione: โ€œOra stiamo per entrareโ€ฆ il Venezuela, per le compagnie petrolifere americane, sarร  un giorno di festa.โ€

Ogni sillaba vibra di una sicurezza che non nasce dal diritto, ma dalla convinzione di poter violare la sovranitร  di un altro Stato come fosse un dettaglio irrilevante.E prosegue, con la stessa leggerezza con cui si commenterebbe un affare privato, โ€œMaduro non รจ un ragazzo coraggioso. Ora che ha capito di essere su quella lista nefasta e che lo spazio aereo sopra il Venezuela รจ stato chiuso, capisce che stiamo per entrare.โ€

Non cโ€™รจ alcun riferimento al diritto internazionale, nessuna considerazione per il popolo venezuelano, nessuna consapevolezza del peso di ciรฒ che significa โ€œentrareโ€ in un Paese, cioรจ causare morte, caos, destabilizzazione.Tutto รจ ridotto a un giudizio personale sul carattere di un presidente e a unโ€™idea di ingerenza presentata come inevitabile.Poi arriva la parte piรน rivelatrice, la piรน sconcertante, quella che toglie ogni maschera.โ€Il Venezuela, per le compagnie petrolifere statunitensi, sarร  un giorno di festa. Ci saranno piรน di mille miliardi di dollari di attivitร  economica.โ€

La frase si abbatte come uno schiaffo, un Paese intero, la sua economia, la sua indipendenza, la sua storia, ridotti a un โ€œgiorno di festaโ€ mentre lo si deruba per interessi privati. Follia.Nessun pudore, nessuna cautela, nessuna diplomazia. Solo la nuda e brutale idea del profitto.

โ€œLe aziende statunitensi potranno entrare e riparare tutte le tubature petrolifere, tutte le piattaforme, tutto ciรฒ che riguarda le compagnie petrolifere venezuelane e tutto ciรฒ che riguarda il petrolio e i suoi derivati.โ€Il linguaggio del โ€œpotranno entrareโ€ tradisce lโ€™antica logica coloniale, non โ€œcollaborareโ€, non โ€œoffrireโ€, ma entrare, rubare, appropriarsi e assumere il controllo di infrastrutture vitali del Paese come se fossero giร  state assegnate a un nuovo proprietario.

Salazar aggiunge altri elementi che aggravano ulteriormente il quadro, continuando con parole: โ€œPer chi negli Stati Uniti non capisce perchรฉ dobbiamo entrare, devono sapere che i motivi sono fondamentalmente tre: sicurezza nazionale, stabilitร  nella regione e petrolio.โ€Naturalmente, nessuno di questi motivi, esplicitati in questo modo, regge alla luce del diritto internazionale.E il terzo, il petrolio, nemmeno tenta di mascherarsi.

La sequenza culmina con unโ€™ulteriore affermazione: โ€œMaduro รจ stato nostro nemico negli ultimi 25 anni. Maduro deve essere rimosso.โ€

La rimozione di un presidente straniero, dichiarata come obiettivo politico da un deputato di un altro Paese, รจ una violazione concettuale e morale della sovranitร , prima ancora che una minaccia diplomatica.

Infine, quando le viene chiesto cosa significhi concretamente โ€œquando entreremoโ€, risponde: โ€œNon credo che lโ€™esercito venezuelano sia disposto a combattere per Maduro.โ€

Forse la signora รจ convinta malissimo.รˆ lโ€™ultima nota di una composizione inquietante: lโ€™idea che un intervento sia possibile non perchรฉ giustificato, ma perchรฉ lโ€™altro Paese sarebbe โ€œtroppo deboleโ€ per resistere.E ancora di piรน, lo รจ convinta male nel credere che il Venezuela sia debole e solo.Queste parole non sono un semplice scivolone retorico.Sono una finestra aperta su una mentalitร  che ritiene legittimo agire contro un Paese sovrano, appropriarsi delle sue risorse, decidere del suo governo e persino valutare la resistenza del suo esercito, tutto con la spavalderia di chi parla di un investimento immobiliare.

Il mondo ascolta dichiarazioni simili con sgomento perchรฉ rappresentano una regressione pericolosa verso logiche predatrici.Che una deputata USA formuli tutto questo con naturalezza, senza nemmeno tentare di nascondere gli intenti, รจ un segnale grave che chiama alla vigilanza, รจ lโ€™ammissione esplicita di un progetto politico che non dovrebbe esistere in un ordine mondiale che si pretende basato sul rispetto reciproco.E il fatto stesso che tali parole siano pronunciate pubblicamente, senza vergogna, รจ giร  un atto che merita condanna.

Un monito su quanto sia fragile la linea tra diplomazia e arroganza e su quanto velocemente possa riemergere la tentazione di trasformare un Paese ricco di risorse in un banchetto per pochi potenti.Ma lor signori, hanno fatto i conti senza lโ€™oste.

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