Alla fine sindacati di base e CGIL non hanno concordato una data unica e comune per lo sciopero contro la legge finanziaria (o legge di stabilitร ) che dovrร essere approvata dalle Camere, su proposta del governo, entro il 31 dicembre prossimo.
USB, Cobas hanno indetto sciopero per oggi 28 novembre, mentre la CGIL per il 12 dicembre.Nonostante lโappello di iscritti alle varie sigle a trovare una data comune โ come per lo sciopero del 3 ottobre in favore di Gaza e della Global Sumud Flotilla โ le sigle hanno deciso di andare per la loro strada. Gli autonomi dalla loro sostengono la maggiore tempestivitร della loro protesta, visto che il 29 novembre scade il termine per la presentazione di emendamenti alla legge di stabilitร in Parlamento.
Riaffiora sullo sfondo la competizione tra sindacalismo di base e CGIL di Landini sullโintestarsi in qualche modo la paternitร o forse meglio il patrocinio, delle proteste e dei malumori della working class davanti allโopinione pubblica oltre che davanti a governo e forze politiche.
โOgnuno dei due sindacati ha obbedito alla propria natura e in effetti questo gioco delle parti poteva ampiamente essere messo nel conto. Eppure, la richiesta di una data unitaria che nelle settimane passate รจ salita dallโinterno del movimento dello sciopero dice qualcosa che va oltre le dispute sindacali e ha un significato profondamente politico. La richiesta di indire unitariamente lo sciopero generale รจ stata segnata dallโesigenza di dare continuitร a una forza collettiva e a una pretesa che, per quanto a volte enigmatica, stava iniziando a prendere formaโ (da Connessioniprecarie.org)
