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Il crollo tragico dell’Unione Sovietica

Manuel M Buccarella

In tempi non sospetti , ben prima dell'”operazione militare speciale”, Vladimir Putin, che non è né è mai stato veramente comunista, ebbe a dire che la caduta dell’Unione Sovietica è stata la più grande tragedia geopolitica del ventesimo secolo. Ed aveva perfettamente ragione: se fosse rimasta in piedi l’Unione Sovietica difficilmente la Nato avrebbe potuto espandersi ad est e sarebbe scoppiato il conflitto russo-ucraino.
Il Partito Comunista della Federazione Russa ha detto più o meno le stesse cose, attribuendo correttamente le cause della dissoluzione dell’Urss a Gorbaciov ed a Eltsin. Ricordiamo che il 17 marzo 1991 vi fu un Urss un referendum popolare – boicottato da Eltsin nella Repubblica Russa – che si concluse con un 77% di “sì” per la conservazione dell’Urss ed assolutamente disatteso.

Nonostante il risultato favorevole, il referendum non ha impedito la sua dissoluzione, avvenuta a dicembre dello stesso anno, a causa di eventi come il tentato colpo di stato di agosto e la successiva firma degli Accordi di Belaveža.

La posizione del Partito Comunista della Federazione Russa

Il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), guidato da Gennady Zyuganov, ha inviato una lettera al presidente Putin in cui afferma che il crollo dell’Unione Sovietica non fu dovuto alla superiorità morale o militare dell’Occidente, né all’“illusorietà” dell’esperimento comunista (come sostengono critici come Solženicyn o Svanidze), ma alla rinuncia deliberata del legame tra socialismo e il patriottismo popolare.

I responsabili del crollo (i “registi della perestrojka” e i “riformatori” degli anni ’90) distrussero contemporaneamente cultura, istruzione, garanzie sociali e l’unità del paese, inculcando odio verso la propria patria.Promossero l’individualismo al posto del collettivismo, l’ingiustizia al posto della giustizia e ruppero l’amicizia tra i popoli.

Il KPRF considera i problemi attuali della Russia e degli altri Stati post-sovietici come conseguenza diretta dei crimini di Gorbaciov e Eltsin, e attribuisce la tragedia dell’URSS soprattutto all’anti-sovietismo e alla russofobia.L’URSS non è crollata per debolezza interna o per vittoria del capitalismo, ma perché è stata tradita e smantellata dall’interno da forze ostili al popolo e alla nazione.

fonte:Stachanovoblog

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