Qualche giorno fa Miran, principale consigliere economico di Trump, ha esposto, con una chiarezza cristallina, il ruolo che il governo americano affida alle stablecoin: prolungare il dominio imperiale americano e in particolare del dollaro.
Le stablecoin sono tutte (oltre il 99%) denominate in dollari e servono a dollarizzare con la forza il resto del mondo. Aiutano a piazzare l’immenso debito pubblico americano (anche se questo sarà vero tra qualche anno, per ora sono troppo piccole: capitalizzano 300 miliardi a fronte di emissioni del debito pubblico di minimo 6-7 mila miliardi l’anno), schiacciano la concorrenza.
Con una sincerità quasi disarmante Miran spiega: “Affinché le stablecoin possano diffondersi, è necessario che esista un ponte tra le valute fiat locali e le stablecoin. Si possono immaginare molti possibili ponti, spesso già in uso per i veicoli in dollari esistenti: le rimesse degli immigrati che lavorano negli Stati Uniti potrebbero assumere la forma di stablecoin; gli esportatori potrebbero ricevere parti dei loro pagamenti in stablecoin, magari non dichiarate se domiciliate in giurisdizioni che ne vietano l’uso; le persone potrebbero scambiare valuta locale con criptovaluta e poi utilizzare tale criptovaluta per acquistare una stablecoin; oppure potrebbero scambiare denaro fisico, beni, servizi o altri asset con stablecoin. Le stablecoin semplificano semplicemente l’attraversamento di alcuni di questi ponti e aumentano gli incentivi a farlo, perché una volta che le stablecoin sono in circolazione in un’economia, possono circolare più liberamente e a costi inferiori, dietro i controlli sui capitali, rispetto alle forme tradizionali di pagamento in dollari”.
In pratica Miran propone di violare le leggi dei singoli stati, frodare il fisco, le norme antiriciclaggio, per diffondere le stablecoin e per questa via il dominio del dollaro. Mentre l’America ha un deficit commerciale mostruoso, il resto del mondo ha molto risparmio e va costretto a convertirne almeno una parte in stablecoin.Essendo le stablecoin private, questa è anche una forma di privatizzazione della moneta piuttosto significativa, ma questa non è una novità nell’epoca della finanziarizzazione.Questo discorso è, tra le altre cose, una dichiarazione di guerra alle valute degli altri paesi, in particolare l’euro, dato che il risparmio europeo verrà forzosamente incanalato verso le stablecoin.
Di fronte a questa dichiarazione di guerra l’Europa dovrebbe reagire ad esempio adottando immediatamente l’euro digitale o fissando aliquote di tassazione sulle stablecoin particolarmente penalizzanti, ma questo vorrebbe dire, per l’Europa, avere una strategia economica indipendente dal centro dell’impero, cosa che non succede dagli anni ’40.
