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10 ๐‘‘๐‘–๐‘๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘’ 2025.๐—ฆ๐—ฒ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐˜‡๐˜‚๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—ฎ ๐—–๐˜‚๐—ฏ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฆ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—จ๐—ป๐—ถ๐˜๐—ถ, ๐˜‚๐—ป ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฆ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ณ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฑ๐˜‚๐—ฒ ๐—ฝ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐˜ƒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ถ

Silvana Sale

Sequestrare una petroliera, sottrarre il carburante destinato a un popolo giร  sottoposto da decenni a un soffocante embargo, compiere unโ€™azione navale non autorizzata da alcun organismo internazionale, tutto questo, agli occhi di Cuba, del Venezuela e di una larga parte del Sud globale, non รจ un semplice episodio geopolitico, ma un atto di pirateria di Stato che mostra quanto gli Stati Uniti continuino a comportarsi come potenza che non riconosce nรฉ limiti nรฉ sovranitร  altrui.

Per Cuba, il carburante venezuelano non รจ un lusso, รจ lโ€™ossigeno energetico che permette a ospedali, ambulanze, cliniche e infrastrutture essenziali di rimanere in funzione in un Paese che da oltre sessantโ€™anni vive sotto un embargo economico che limita lโ€™accesso a tecnologie, ricambi e fonti di energia. La petroliera sequestrata trasportava parte di quel sostegno vitale, frutto di accordi bilaterali pienamente legittimi tra due nazioni sovrane, Cuba e Venezuela, nessuna risoluzione ONU lo vieta, nessun tribunale internazionale ha imposto restrizioni, nessun mandato globale autorizzava lโ€™intervento statunitense. Eppure la nave รจ stata fermata con la forza, e il petrolio sottratto come se appartenesse a una potenza coloniale, non a uno Stato libero.

Dal Venezuela la reazione รจ stata immediata, definire lโ€™atto un furto delle risorse naturali venezuelane non รจ unโ€™esagerazione retorica, ma la descrizione di ciรฒ che accade quando una superpotenza decide di trasformare le proprie โ€œsanzioniโ€ interne in strumenti di dominio extraterritoriale. Per Caracas, gli Stati Uniti non agiscono per il rispetto della legge, ma per soffocare economicamente un Paese che non accetta di piegarsi. Sequestrare una petroliera fuori dalla giurisdizione americana significa trattare il Mar dei Caraibi come un cortile privato, ristampando in chiave moderna la dottrina Monroe, secondo cui tutto ciรฒ che accade nellโ€™emisfero occidentale deve avvenire solo in conformitร  ai loro interessi.

Cuba ha denunciato con forza lโ€™accaduto come unโ€™aggressione diretta alla popolazione. Il carburante sottratto non serve a unโ€™รฉlite, ma a far funzionare generatori ospedalieri, a garantire le ambulanze, ad alimentare il trasporto pubblico, a tenere accese le centrali elettriche che giร  lottano contro continui blackout causati dalle restrizioni imposte dallโ€™embargo.Ogni litro rubato รจ un peso in piรน sulle spalle di anziani, lavoratori, studenti, malati.

Il blocco energetico non dichiarato, che media non occidentali chiamano โ€œterrorismo energeticoโ€, mira a generare frustrazione sociale e instabilitร  interna, con la speranza di piegare lโ€™isola non tramite diplomazia, ma tramite privazione.

รˆ giusto leggere lโ€™episodio come un abuso che travalica ogni norma del diritto internazionale. Le sanzioni statunitensi sono leggi domestiche, non trattati globali, e non possono in alcun modo essere imposte a navi di Paesi sovrani che navigano in acque internazionali o in acque di altri Stati. Nessuna autoritร  mondiale ha concesso agli USA il potere di fermare, controllare, sequestrare o deviare il commercio energetico tra Cuba e Venezuela. La sottrazione del petrolio non รจ quindi unโ€™applicazione della legge, ma un intervento unilaterale che viola la libertร  di navigazione sancita dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare.

Per molti media latinoamericani e mediorientali, ciรฒ che gli USA hanno fatto equivale a una forma moderna di blocco navale, non dichiarato, non regolato, non autorizzato, ma esercitato attraverso la forza e la minaccia. รˆ un messaggio indirizzato non solo a Cuba e al Venezuela, ma a qualsiasi Paese che osi commerciare senza il permesso di Washington. รˆ un avvertimento geopolitico: โ€œChi non segue le nostre regole, subisce la nostra punizioneโ€.In tutto questo, ciรฒ che emerge non รจ solo la violazione della sovranitร  venezuelana e il danno diretto al popolo cubano, emerge un modello di comportamento che molti considerano arrogante, punitivo, coloniale. Un modello che non riconosce reciprocitร  nรฉ rispetto, ma impone forza bruta travestita da legalitร . E proprio per questo, Cuba e Venezuela non parlano soltanto di un sequestro di petroliera, parlano di un abuso continuato, di unโ€™ingiustizia storica che si ripete, di un atto che ferisce popoli interi e che merita di essere denunciato con la massima fermezza.

Condannare questo episodio significa schierarsi a favore del diritto dei Paesi sovrani a commerciare liberamente, il diritto dei popoli a non essere strangolati dalla coercizione economica, e il diritto alla dignitร  nazionale che nessuna superpotenza dovrebbe violare.

Oggi, come ieri, Cuba e Venezuela ricordano al mondo che lโ€™indipendenza non รจ in vendita, e che ogni abuso contro un popolo che lotta per la propria autodeterminazione รจ un abuso contro tutti.

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