Toro Seduto (Sitting Bull), leggendario capo spirituale e guerriero dei Lakota Hunkpapa, morì il 15 dicembre 1890 nella riserva di Standing Rock, nel Dakota del Sud. Aveva circa 59 anni.
La sua morte avvenne durante un tentativo di arresto da parte della polizia indiana, composta da nativi americani al servizio del governo statunitense. Le autorità temevano che Toro Seduto potesse unirsi al movimento della Ghost Dance, una cerimonia spirituale che stava diffondendosi tra le tribù delle pianure e che prometteva il ritorno degli antenati e della vita tradizionale.
All’alba di quel giorno fatale, circa 43 agenti circondarono la capanna di Toro Seduto. Quando tentarono di portarlo via, scoppiò uno scontro armato. Il grande capo fu colpito mortalmente, insieme a suo figlio Crow Foot e altri sei seguaci.
La morte di Toro Seduto arrivò solo quindici anni dopo la sua celebre vittoria alla battaglia di Little Bighorn (1876), dove le forze confederate dei Lakota e Cheyenne sconfissero il Settimo Cavalleggeri del generale Custer. Quella vittoria rappresentò l’apice della resistenza nativa contro l’espansione americana nelle pianure.
Due settimane dopo la sua morte, il 29 dicembre 1890, si consumò il massacro di Wounded Knee, dove morirono circa 300 Lakota. Questi eventi segnarono simbolicamente la fine delle guerre indiane e della libertà dei popoli nativi delle Grandi Pianure.
Oggi Toro Seduto è ricordato come simbolo di resistenza, dignità e difesa della propria terra e cultura.
