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La Corte d’Assise del Tribunale dell’Aquila ha condannato l’attivista palestinese Anan Yaeesh a 5 anni e sei mesi per terrorismo

Manuel M Buccarella

La Corte d’Assise del Tribunale dell’Aquila ha condannato ieri in primo grado Anan Yaeesh a 5 anni e sei mesi per reati di terrorismo, meno della metà della pena richiesta dal PM. Assolti invece Ali Irar e Mansour DoghMosh.

Yaeesh è detenuto in Italia dal gennaio 2024, inizialmente nel carcere di Terni e poi in quello di Melfi. L’inchiesta italiana è scaturita da una richiesta di estradizione presentata da Israele, che lo accusa di aver pianificato attacchi armati in Cisgiordania. Nel marzo 2024 la magistratura italiana ha negato l’estradizione in Israele, motivando la decisione con il rischio che l’uomo potesse subire trattamenti inumani o degradanti (torture) nelle carceri israeliane. In seguito a tale rifiuto, l’Italia ha proceduto con un’inchiesta e un processo autonomo sul territorio nazionale.

L’uomo, dopo l’uccisione della fidanzata ad opera di un soldato israeliano, decise di aderire alla resistenza palestinese. Durante il dibattimento Yaeesh ha illustrato le violenze cui è stato sottoposto dalle autorità israeliane:

L’avvocato Flavio Rossi Albertini annuncia il ricorso in appello: “Su Yaeesh non sussistono elementi fattuali che provino atti terroristici, la condanna più che dimezzata rispetto alle richieste è significativa. Irar e Doghmosh erano stati implicati in modo del tutto strumentale, non potevano che essere assolti”.

Gremita l’aula C del Tribunale dell’Aquila, centinaia di persone giunte da tutta Italia hanno atteso per ore il pronunciamento prorompendo in un “Vergogna” sonoro alla lettura dell’esito e sventolando keffieh e bandiere.

Condannato Yaeesh, non si può non rilevare come il governo italiano, Leonardo e vari fiancheggiatori non siano processati sul suolo patrio per genocidio ovvero delitti contro l’umanità per aver fornito armi ad Israele, senza parlare della violazione delle legge n. 185/1990 che vieta l’esportazione di armi verso Paesi in guerra o che violano i diritti umani.

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