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C’è ben poca Xylella Fastidiosa negli olivi sofferenti della Puglia. Un nuovo studio del professore Scortichini.

Manuel M Buccarella

La Xylella fastidiosa non è la sola causa del disseccamento rapido dell’olivo (Codiro), anzi è una delle cause e probabilmente la meno importante.L’ennesima, autorevole conferma arriva oggi da una recentissima pubblicazione (6 gennaio 2026) del ricercatore del CREA Marco Scortichini sulla rivista scientifica internazionale Agriculture. La pubblicazione mostra un dato di straordinaria rilevanza epidemiologica: negli anni 2016–2022 la percentuale di ulivi disseccati risultati positivi a Xylella è crollata da meno del 23% a poco più del 3%. “In epidemiologia – scrive il Comitato Ulivivo – una correlazione così bassa esclude un nesso causale tra il batterio e la patologia osservata. Questo significa che le strategie finora applicate dagli amministratori regionali non hanno basi scientifiche”

Nello studio di Scortichini si legge che l’introduzione di Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xfp) è stata trasmessa negli uliveti pugliesi principalmente da Philaenus spumarius. Dodici anni dopo il primo rapporto ufficiale sulla sua presenza e numerosi studi, la revisione pubblicata dallo scienziato del Crea su Agriculture mira a riconsiderare alcune delle misure di quarantena in atto per prevenire la diffusione di Xfp.

“I rilievi effettuati all’interno delle aree delimitate hanno mostrato una bassa incidenza di Xfp nel corso degli anni, compresa tra lo 0,06% e lo 0,70%. Inoltre, il batterio è ora presente in tutta la regione, da sud a nord, il che suggerisce potenzialmente che il batterio possa essere endemico nella regione. I modelli epidemiologici hanno indicato un’infettività bassa o trascurabile per gli alberi asintomatici. Un rigoroso controllo dei vettori, ottenuto attraverso la rimozione meccanica delle uova e delle forme giovanili, abbinato alla contemporanea riduzione del carico di Xfp all’interno della chioma dell’olivo mediante l’uso di composti battericidi, potrebbe ridurre efficacemente la diffusione di Xfp sia nelle aree infette che in quelle delimitate. Queste azioni potrebbero anche fungere da misure preventive nelle aree attualmente indenni. Una volta che la prevalenza sia dei vettori che di Xfp sarà bassa, solo gli olivi nelle aree delimitate che risultano positivi al batterio dovrebbero essere estirpati. Gli alberi entro un raggio di 50 m da un olivo positivo a Xfp non dovrebbero essere rimossi se risultano negativi al test per Xfp al momento del rilevamento”.

Ricordiamo che il “Protocollo Scortichini”, incentrato sull’utilizzo sulle piante di ulivo di Dentamet, prodotto costituito da solfato di zinco e rame, complessati con idracido di acido citrico, consente l’uccisione dell’intera popolazione batterica in 4 ore e, con minore concentrazione, entro 24 ore. Questo rimedio è riconosciuto dall’anno scorso anche da chi, in ambito scientifico, lo negava .

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