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La scomparsa di D’Angelo, leggenda del neo-soul

Manuel M Buccarella

D’Angelo, leggenda del neo-soul e dell’R&B, è morto il 14 ottobre 2025 all’età di 51 anni, dopo una lunga battaglia contro il cancro (tumore al pancreas).

Michael D’Angelo Archer era considerato un pioniere del neo-soul e un visionario moderno, i cui tre soli album prodotti sono stati acclamati come capolavori da Rolling Stone. Nato a Richmond, in Virginia, l’11 febbraio 1974, D’Angelo ha lasciato un’eredità musicale straordinaria pur avendo pubblicato solo tre album in trent’anni di attività: “Brown Sugar” (1995), “Voodoo” (2000) e “Black Messiah” (2014). La sua musica rappresenta una fusione innovativa che mescola soul, funk, gospel, R&B e jazz con elementi hip hop.

La sua voce possedeva la potenza di Al Green e la vulnerabilità di Marvin Gaye. Il suo maggior successo è stato il secondo album, “Voodoo”, che si posizionò al primo posto nella classifica Billboard degli album R&B, consentendogli di ottenere il Grammy come miglior album R&B nel 2001. Il lavoro è considerato da molti come un vero capolavoro: grooves liquidi, batterie sfasate, con la fondamentale partecipazione di Questlove e J Dilla a tenere il tempo indietro e rallentato, chitarre sospese, note di basso ariose, i preziosi testi di Roy Hargrove.

Da questo album sontuoso emerge il video di “Untitled (How Does It Feel)”, in cui appariva apparentemente nudo davanti alla telecamera, che lo trasformò in un sex symbol. Quella notorietà ebbe però un prezzo. D’Angelo si ritirò dalle scene per quasi quattordici anni, lottando contro problemi personali, dipendenze e le pressioni di un’industria che non era pronta ad accettare la sua complessità artistica.Ci vollero infatti ben quattordici anni prima dell’uscita del nuovo disco, decisamente bello, anche se non all’altezza del celebratissimo “Voodoo”, “Black Messiah”, “un disco politico, urgente, intriso di spiritualità”, scrive Nicola Gaeta sulla rivista “Musica Jazz”. Il suo ritorno fu accolto come un miracolo musicale e politico, un album denso di riferimenti all’attualità e alla spiritualità afroamericana che gli valse due Grammy e consolidò il suo status di artista visionario.

D’Angelo faceva parte dei Soulquarians, un collettivo informale che includeva artisti come Questlove, Erykah Badu, J Dilla, Q-Tip e altri. Questo gruppo contribuì a ridefinire il soul, l’R&B e l’hip hop negli anni Novanta, mantenendo un profondo rispetto per le radici musicali afroamericane mentre tracciava nuovi percorsi sonori.

Rolling Stone ha classificato D’Angelo al 75° posto nella lista dei 200 migliori cantanti di tutti i tempi nel 2023, mentre Billboard lo ha classificato come il 45° migliore artista R&B di sempre nel 2025. In totale, D’Angelo ha vinto quattro Grammy su quattordici nomination, inclusi i premi per “Untitled (How Does It Feel)” e per “Really Love” da “Black Messiah”.

Secondo quanto rivelato dal produttore Raphael Saadiq nel 2024, D’Angelo stava lavorando a nuovo materiale, con sei brani inediti che potrebbero ora vedere la luce postuma.

D’Angelo lascia tre figli: Michael D’Angelo Archer II (avuto con la cantante Angie Stone, tragicamente scomparsa in un incidente stradale nel 2025), Imani e Morocco.

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