Il 28 gennaio 1935 l’Islanda approva la legge n. 38, che regolamenta l’aborto come interruzione volontaria della gravidanza da parte di una donna incinta.
L’isola atlantica diventa il primo Stato occidentale a legalizzare l’aborto, prevedendo l’assistenza medica, che tenga conto delle condizioni di salute e materiali della donna.
Il primo paese al mondo a legalizzare l’aborto fu però, nel 1919, l’Unione Sovietica. In Unione sovietica, durante il comunismo, fu legalizzato l’aborto e reso disponibile a carico dello stato. L’obiettivo era fornire l’interruzione di gravidanza in un ambiente sicuro e con l’ausilio di medici anziché terapeuti non abilitati.La campagna fu molto efficiente nelle aree urbane (circa il 75% degli aborti effettuati a Mosca nel 1925 si svolsero in strutture ospedaliere), meno nelle aree rurali spesso carenti di accesso a dottori e trasporti. L’aborto ritornerà temporaneamente illegale sotto Stalin.
La Svezia adotterà la sua legge nel 1938.

