Luciano Graziuso
Proprio quest’oggi (ieri ndr), venerdì 6 febbraio 2026, si terrà la cerimonia di apertura dei giochi invernali di Milano-Cortina (anche se alcune gare sono già cominciate due giorni fa). Nonostante la maggior parte del nostro sistema informativo abbia fatto, e continui a fare, i salti mortali per farci credere che sia tutto perfetto, noi abbiamo individuato ben 10 aspetti negativi collegati all’organizzazione di queste Olimpiadi, alcuni dei quali si sono palesati proprio in questi giorni (erano anche di più, ma per ragioni di spazio si è dovuto scegliere i più gravi).
1) SPESE SPROPOSITATE. In un momento in cui la crisi economica svuota sempre di più i portafogli degli italiani, il nostro esecutivo ha pensato bene di spendere ben 7 miliardi per l’organizzazione dei giochi invernali. I più attenti si ricorderanno che il governo, in risposta agli scettici che auspicavano scelte più ponderate sull’utilizzo di questi fondi, aveva dichiarato orgogliosamente che sarebbero state delle “Olimpiadi a costo 0”; noi non ci abbiamo mai creduto, già abituati alle tante promesse fatte e non mantenute, ma qualche cittadino ingenuo potrebbe esserci rimasto male.
2) OPERE INCOMPIUTE. Delle 98 opere previste per questa manifestazione, soltanto 40 sono state completate! A nostro avviso si tratta di un risultato estremamente disonorevole per il nostro Paese, che meriterebbe forti critiche in TV e sui giornali, ma a quanto pare il nostro mainstream ha perso completamente la vena battagliera che esibiva fino a qualche anno fa, quando per fatti estremamente meno gravi attaccava ferocemente per esempio Conte ed il suo governo.
3) CANTIERI SABOTATI. Molte altre cose non hanno funzionato nel periodo di avvicinamento ai giochi, ad esempio la sorveglianza insufficiente delle strutture. Diversi cantieri sono stati violati, come la pista di Cortina dedicata a bob, skeleton e slittino: qui la tubazione di refrigerazione è stata staccata e portata via, causando l’ennesimo ritardo sulla tabella di marcia.
4) LAVORATORI SOTTOPOSTI A TURNI MASSACRANTI, SOTTOPAGATI E NON MESSI IN SICUREZZA. Ancora più grave è quanto successo l’8 gennaio scorso, quando il vigilante pugliese 55enne Pietro Zantonini è morto di freddo, intorno alle 2 di notte, mentre svolgeva le sue mansioni di sorvegliante presso il cantiere dello stadio del ghiaccio in costruzione per Milano-Cortina. Prima di morire, il lavoratore si era più volte lamentato con i propri familiari per tanti motivi: turni massacranti (che andavano dalle 19 di sera alle 7 del mattino seguente, per la durata totale di ben 12 ore!), paga misera (5 euro ad ora), ma soprattutto pessime condizioni in cui era costretto a svolgere la sua attività (chiuso in un gabbiotto dalle dimensioni dei bagni chimici, riscaldato solo da una stufa, con ronde in esterna da eseguire ogni 2 ore!). La sera in cui il vigilante è deceduto la temperatura era di -15 gradi. Anche alcuni suoi colleghi, molto spesso scegliendo di restare anonimi, hanno lamentato di subire condizioni simili. A nostro avviso pure questo, come l’argomento trattato sopra al punto 2 della “scaletta”, era un fatto (grave!) che avrebbe meritato un ampio dibattito, ma la maggioranza dei mezzi d’informazione non è stata di tale avviso, e ne ha parlato pochissimo.
5) ICE IN ITALIA. Assurda e pericolosa, usando due eufemismi, è la decisione del nostro governo di permettere la presenza nel nostro Paese dell’ICE, tristemente famosa per ciò che sta combinando a Minneapolis, in occasione dei giochi olimpici. Questa scelta infatti, oltre a rappresentare l’ennesima conferma che l’esecutivo è succube di altri stati ed a far trasparire una certa mancanza di fiducia nelle nostre forze dell’ordine, potrebbe mettere a rischio la vita o l’incolumità dei civili: in più occasioni, infatti, i membri di tale agenzia governativa statunitense hanno dimostrato di avere il grilletto facile…
(CONTINUA…)
