Prendiamo dalla pagina X di Pier Luigi Pinna.
“Questo Giornalista con la G maiuscola si chiama Stefan Renna e il suo nome vi dirà poco perché è svizzero e lavora per l’emittente televisiva pubblica RTS.Durante la gara di bob alle Olimpiadi Milano-Cortina, durante la discesa dell’atleta israeliano Adam Edelman, Renna ha fatto qualcosa a cui non siamo letteralmente abituati qui da noi.Ha ricordato ai telespettatori chi è (davvero) Adam Edelman, uno che – ha spiegato Renna – si auto-definisce: “Un sionista fino al midollo”.Ne ha denunciato le posizioni estremiste.Ha elencato, uno dopo l’altro, tutti i post e i commenti social di Edelman degli ultimi mesi in aperto sostegno del genocidio a Gaza. Come quando scrisse dei bombardamenti israeliani: “È la guerra moralmente più giusta della Storia”.
Ma Renna non si è limitato a questo.Ha anche denunciato l’intollerabile doppiopesismo del Cio su Russia e Israele.“Gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere”. Ma questo per Edelman evidentemente non vale.E per avere detto tutto questo Renna è stato massacrato, insultato, c’è chi ne ha chiesto la rimozione dall’incarico e addirittura il licenziamento.E invece ha fatto solo il suo lavoro, che è quello di informare i telespettatori. Ha fatto informazione. O, se preferite, Servizio Pubblico.
Mentre noi abbiamo un direttore di rete che non distingue atleti, cantanti e stadi e non cita nemmeno il nome di Ghali, avercene di Giornalisti così”(nel frattempo Paolo Petrecca, direttore di RaiSport, si è dimesso dopo la figuraccia rimediata durante la presentazione della giornata inaugurale delle Olimpiadi invernali ndr)
La risposta, come sempre tronfia e presuntuosa, dei sionisti non si è fatta attendere “Le dichiarazioni fatte durante la trasmissione erano unilaterali, politiche e provocatorie, e non erano adatte a una piattaforma olimpica“, ha scritto il direttore dell’OCI, Gili Lustig, nella lettera all’emittente, secondo quanto riportato dal quotidiano. L’OCI ha dichiarato di aspettarsi “la pubblicazione di scuse chiare e pubbliche da parte della RTS” e “un’immediata revisione del continuo coinvolgimento del commentatore nelle trasmissioni relative alle Olimpiadi, inclusa la possibilità di sospenderlo dalla copertura olimpica”.
