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David Sylvian, dalla new wave dei Japan al minimalismo spirituale.

Manuel M Buccarella

«Credo che una delle qualità più forti che possiedo sia la mia capacità di creare atmosfere. Secondo me la musica dovrebbe mettere gli ascoltatori a riflettere su sé stessi. Voglio che la mia immaginazione venga lasciata a briglie sciolte senza essere dettata dalla musica. Cerco di non imporre la musica.» (David Sylvian).

Celebriamo oggi i 68 anni del grande David Sylvian (nato a Beckhenam nei pressi di Londra il 23 febbraio 1958) con le sue parole, che esprimono appieno la sua poetica e il suo modo di intendere la musica. David Alan Batt, questo il nome all’anagrafe dell’artista, cantante, compositore, musicista, ha pubblicato nella sua carriera, incominciata negli anni settanta, 16 album da solista in studio. È stato inoltre fino al 1983 il frontman dei Japan, con i quali ha registrato sette album. Al centro della sua produzione musica di qualità elevata, riservata ai migliori palati, incentrata sulla sperimentazione, con la quale è riuscito a far confluire generi musicali diversi come il glam rock, la new age, la new wave, la musica elettronica. Nei suoi trascorsi anche importanti collaborazioni con musicisti del calibro di Ryūichi Sakamoto, Robert Fripp, Holger Czukay, solo per citare i più noti.

“Forbidden Colours”, con Ryūichi Sakamoto, pubblicato il 24 giugno 1983, è uno dei pezzi più belli e famosi dell’artista britannico. Si tratta della versione cantata del tema musicale del film Furyo, diretto dal grande Nagisa Ōshima, ambientato in Giappone durante la seconda guerra mondiale, con la straordinaria partecipazione, come interprete, anche di David Bowie.

Il titolo della canzone è tratto dall’omonimo racconto di Yukio Mishima del 1953 (tradotto in italiano in “Colori proibiti”), che presenta numerose analogie con la composizione, soprattutto l’esplorazione del tema dell’omosessualità.Nel 1984 il brano venne registrato per la seconda volta e pubblicato come lato B del singolo di Sylvian “Red Guitar”, proveniente dall’album di debutto, bellissimo, “Brilliant Trees”. Successivamente venne incluso come bonus track in alcune versioni di un altro disco di questi, “Secrets of the Beehive”. Ma altre re-interpretazioni (fatte sia dall’uno che dall’altro compositore) furono prodotte, strumentali (intitolate Merry Christmas, Mr. Lawrence) e cantate. Fra queste spicca una versione orchestrale cantata da Sylvian inclusa nell’album di Sakamoto “Cinemage”.

In un’ intervista rilasciata nel 2012 David Sylvian ebbe a dire del pezzo: “ Dopo lo scioglimento della band (i Japan, ndr), non ero sicuro in quale direzione mi sarei mosso. Non ho scritto nulla per un periodo di tempo, il che era insolito per me. E poi Ryuichi mi ha dato “Forbidden Colours “ su cui lavorare e mi ha aperto un po’ le porte. All’improvviso il flusso di scrittura ha iniziato ad aprirsi davvero e nuovo materiale ha iniziato ad arrivare. Ho pensato che fosse bellissimo. Voglio dire, dal punto di vista sonoro è stato incredibile… all’epoca eravamo molto interessati al sound design, tra la Yellow Magic Orchestra e ciò che stavamo facendo a quel punto della nostra evoluzione. Quindi il sound design era una parte importante per noi, e ciò che Ryuichi ha fatto come produttore è stato straordinario con quel particolare brano musicale. E la melodia stessa era eccezionale…”

Il singolo ha raggiunto il quindicesimo posto nelle classifiche australiana e del Regno Unito, il primo posto in Islanda.

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