Sandor Kopacsi (da Facebook)
Qualche giorno fa avevamo notato che il Codice Civile del Regno d’Italia promulgato del 1865, in tema di cittadinanza degli stranieri era molto più avanzato di quello attuale, 150 anni dopo. In realtà la situazione attuale fa schifo persino rispetto al Codice Civile borbonico del 1819. Leggiamo all’art. 11: “qualunque individuo nato nel regno da uno straniero potrà nell’anno susseguente alla di lui maggiore età reclamare le qualità di nazionale, purchè, risiedendo nel regno, dichiari l’intenzione di fissarvi il suo domicilio; ed abitando in un paese straniero, prometta formalmente di stabilire il domicilio nel regno”. Parliamo di un codice civile per altri versi arretratissimo, in cui, tanto per fare un esempio, i figli dovevano chiedere l’autorizzazione del padre per fare qualunque cosa, in cui la moglie era totalmente subordinata al marito, e aveva probabilmente meno diritti di un animale da cortile.
Questo serve a dimostrare che l’idea che l’accanimento contro gli stranieri sia qualcosa di atavico o in qualche modo “tradizionale” è totalmente falsa. E’ qualcosa di recentissimo ed è connesso alle esigenze dei politici di oggi, destri o sinistri che siano.Il centrosinistra in tutta Europa insegue attivamente la destra sulla repressione degli stranieri e dell’immigrazione, e rifiuterebbe sdegnosamente le norme borboniche come velleitarie e un aiuto a far vincere la destra. Insomma, la sinistra europea degli anni venti del ventunesimo secolo si pone a destra di Ferdinando IV di Borbone in tema di immigrazione.
