Il 16 marzo 194 nasceva a Parma Bernardo Bertolucci (1941–2018), uno dei registi e sceneggiatori italiani più influenti e internazionalmente riconosciuti.
Nato in una famiglia di intellettuali, esordì giovanissimo nel cinema come assistente di Pier Paolo Pasolini, da cui ereditò uno sguardo poetico e insieme politicamente impegnato.
La sua carriera fu segnata da una straordinaria capacità di fondere introspezione psicologica e dimensione storica.Film come “Il conformista”(1970) e “Ultimo tango a Parigi” (1972) divennero immediatamente simbolo di un nuovo linguaggio cinematografico, audace sia sul piano formale sia su quello tematico.Con “L’ultimo imperatore” (1987), grandioso affresco sulla vita di Pu Yi girato con l’accesso eccezionale alla Città Proibita, Bertolucci conquistò ben nove premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia.
Sempre alla ricerca di nuove prospettive, ha affrontato temi legati al potere, al desiderio, all’identità e alla memoria, lavorando con attori e maestranze internazionali senza rinunciare a una spiccata sensibilità autoriale.La sua filmografia, che comprende anche titoli come “Novecento”, “Il tè nel deserto” e “The Dreamers”, resta un punto di riferimento imprescindibile per il cinema d’autore mondiale.
“Ultimo tango a Parigi”, con Marlon Brando e Maria Schneider, fu considerato scandaloso e censurato. La Suprema Corte di Cassazione nel 1976 confermò il divieto di proiezione nelle sale cinematografiche italiane del film. La pellicola suscitò grande scalpore per le diverse scene di sesso, pur essendo un assoluto capolavoro.La censura italiana avviò un procedimento penale contro la pellicola che sfociò nella condanna al rogo del film. In seguito vi fu la sua riabilitazione.
Bertolucci viene ricordato come un poeta dell’immagine, capace di trasformare ogni storia in un’esperienza sensoriale e emotiva.
