Il disastro del Moby Prince è una delle più gravi tragedie marittime nella storia italiana. La sera del 10 aprile 1991 il traghetto passeggeri Moby Prince entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno. L’incidente provocò un devastante incendio che uccise 140 persone, tutte le persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio.
L’unico sopravvissuto fu il mozzo napoletano Alessio Bertrand, che riuscì a sottrarsi alle fiamme gettandosi in mare, tratto in salvo dai soccorritori.
La tragedia è caratterizzata da numerosi aspetti controversi: i soccorsi arrivarono con grande ritardo, concentrandosi principalmente sulla petroliera piuttosto che sul traghetto in fiamme. Per anni si è parlato di una fitta nebbia come causa principale dell’incidente, ma testimonianze successive hanno messo in dubbio questa versione.Le indagini iniziali furono caratterizzate da numerose irregolarità. Diverse commissioni parlamentari d’inchiesta hanno cercato di fare luce sui fatti, l’ultima conclusasi nel 2018.
Dopo oltre trent’anni, molti aspetti della vicenda rimangono ancora poco chiari, con i familiari delle vittime che continuano a chiedere verità e giustizia. Il disastro del Moby Prince rappresenta una ferita ancora aperta nella memoria collettiva italiana.
