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Robert Musil e l’uomo senza qualità

Manuel M Buccarella

“Non è il genio a essere cento anni avanti rispetto al proprio tempo, è l’uomo medio a essere cent’anni indietro.”

Nasceva a Klagenfurt in Austria il 6 novembre 1880 lo scrittore e drammaturgo austriaco Robert Musil (Klagenfurt 06/11/1880 – Ginevra 15/04/1942).La sua opera principale è il grande romanzo (incompiuto) “Der Mann ohne Eigenschaften” (L’uomo senza qualità), di cui il primo volume pubblicato nel 1930, prima parte del secondo volume edita nel 1933, e ultima parte, rimasta incompiuta dopo la morte dell’autore.

Nella motivazione per cui l’Accademia dei poeti tedeschi nel 1932 elegge al suo posto Gottfried Benn (Musil riceve un solo voto) si dice che era “troppo intelligente per essere un poeta”.

Il lecchino secondo Musil

Al “lecchino” ha dedicato alcune interessanti pagine lo scrittore austriaco Robert Musil, nell’opera omonima.

“In sei giorni Dio creò il cielo e la terra.Il settimo non creò nulla.Si limitò a compiacersi di quanto aveva realizzato.Quel giorno, tuttavia, ebbe origine un’altra creatura. Il lecchino.Ed essa scaturì dall’autocompiacimento.

<<L’altissimo Signore tenga conto – se posso permettermi di sottoporre la questione alla Sua altissima attenzione – che in realtà io non ho consistenza>> esordì il lecchino.

E il Signore, nella sua infinita benevolenza, ne tenne conto.Lo collocò in un luogo dove non succedeva nulla sicché non poteva accadere nella neanche al lecchino: tra i giureconsulti dei regal ministeri.Con cautela gli estrasse dal corpo tutte le ossa, gli diede una pelle liscia e coriacea come la miglior carta da minuta e in un luogo dell’anima gli infuse un clistere oleoso.Grazie a tale armamentario il lecchino divenne molto gradevole, distinguendosi in questo dal comune leccapiedi: quest’ultimo si lascia calpestare a piacimento, la qual cosa tuttavia comporta un certo sforzo; chi dispone di lecchini, invece, può restarsene comodamente seduto alla propria scrivania e in questo modo, cioè da seduto, consente al lecchino di penetrare e conquistare i suoi più intimi recessi”.

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