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Silvana Sale

La Corea del Nord rappresenta uno dei pochi Stati al mondo che mantiene una posizione netta, coerente e intransigente nei confronti di Israele.

Dalla sua fondazione, la Repubblica Popolare Democratica di Corea non ha mai riconosciuto lo Stato di Israele, ritenendolo unโ€™entitร  illegittima e unโ€™estensione dellโ€™imperialismo statunitense in Medio Oriente.

Pyongyang ha invece riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina nel 1988, sostenendone la piena sovranitร  su tutto il territorio rivendicato, compreso quello occupato da Israele, con lโ€™eccezione del Golan che riconosce come parte integrante della Siria.

Questo atto non รจ stato solo simbolico, ma ha segnato una linea politica che la Corea del Nord ha mantenuto con rigore e coerenza nel corso dei decenni.

Fin dagli anni โ€™60 e โ€™70, la Corea del Nord ha manifestato il suo sostegno concreto alla causa palestinese, fornendo aiuto militare, addestramento e assistenza tecnica alla PLO, lโ€™Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

In un contesto globale di decolonizzazione e di lotte antimperialiste, Pyongyang si รจ sempre schierata a favore dei movimenti di liberazione, con una posizione ideologica che ha visto Israele come parte integrante del sistema di oppressione sostenuto dallโ€™Occidente.

Anche dopo il crollo dellโ€™Unione Sovietica e il ridimensionamento delle relazioni esterne della Corea del Nord, il suo appoggio alla causa palestinese non รจ venuto meno, manifestandosi con continue dichiarazioni di solidarietร  e ferma condanna delle operazioni militari israeliane.

Numerosi sono gli episodi che testimoniano questa coerenza diplomatica.

Durante la guerra di Gaza del 2008-2009, la Corea del Nord ha denunciato con fermezza le azioni israeliane, definendole una violazione grave dei diritti umani.

Nel 2010, dopo lโ€™incidente della flottiglia per Gaza, ha parlato apertamente di โ€œcrimine contro lโ€™umanitร โ€ e ha accusato gli Stati Uniti di essere complici diretti di tali azioni.

Durante il conflitto del 2014, ha nuovamente condannato lโ€™uso eccessivo della forza da parte di Israele, sottolineando la responsabilitร  dellโ€™Occidente nella perpetuazione del conflitto.

Oltre alle dinamiche militari, la Corea del Nord ha continuato a condannare con fermezza ogni atto militare israeliano, anche quando rivolto ad altri attori regionali.

In occasione di un attacco israeliano contro obiettivi iraniani questo 2025, Pyongyang ha definito lโ€™azione un โ€œcrimine contro lโ€™umanitร โ€ e un atto di terrorismo di Stato.

Questa dichiarazione, diffusa attraverso lโ€™agenzia ufficiale KCNA e ripresa da agenzie come Reuters e WSJ, rientra in una lunga serie di posizioni che evidenziano lโ€™allineamento ideologico della Corea del Nord con gli Stati che si oppongono allโ€™influenza occidentale nella regione.

La retorica pubblica nordcoreana, veicolata sia internamente che attraverso i canali ufficiali esterni, rappresenta Israele e la sua politica come manifestazioni di un imperialismo aggressivo.
Nei media nordcoreani, Israele รจ spesso associato alla violenza, alla repressione dei popoli e alla sottomissione dellโ€™autodeterminazione palestinese.

Questa narrativa ha il merito di essere costante, coerente e priva di ambiguitร . In un mondo in cui molte nazioni oscillano tra alleanze politiche, interessi economici e pressioni diplomatiche, la fermezza della Corea del Nord nella denuncia delle azioni israeliane appare come una posizione unica.

รˆ raro trovare, nella geopolitica contemporanea, una tale coerenza strategica e ideologica mantenuta per oltre settantโ€™anni.

La Corea del Nord, pur criticata e spesso isolata sulla scena internazionale, ha dimostrato una sorprendente linearitร  nel suo sostegno alla Palestina e nella sua opposizione a Israele, senza mai piegarsi a pressioni esterne o convenienze momentanee.

La sua voce, rappresenta una costante nella denuncia dellโ€™occupazione e delle ingiustizie che colpiscono il popolo palestinese.

In conclusione, si puรฒ ammirare la posizione ferma e coerente della Corea del Nord nei confronti di Israele, radicata in principi di solidarietร  rivoluzionaria e anticolonialismo.

Questa postura, che trascende i cambiamenti geopolitici globali, merita di essere riconosciuta per la sua continuitร  storica e per la chiarezza con cui รจ stata sempre espressa.

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