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Francesco Ferrante, ufficiale dell’esercito italiano, si dimette dall’arma per protesta contro la decisione del Centro Alti Studi della Difesa di invitare in Italia membri del Reggimento Azov (estrema destra ucraina neonazista)

dalla pagina Facebook di Claudio Vito Tancredi

Francesco Ferrante, ex ufficiale dell’esercito:”Quando ho giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, non ho giurato obbedienza cieca. Ho giurato fedeltà a una libera democrazia, fondata su valori che non sono negoziabili: dignità, legalità, rifiuto di ogni forma di estremismo.Ho servito lo Stato per una vita. E ho scelto di lasciare l’uniforme prima del tempo, rinunciando a una parte importante del mio percorso, per una ragione semplice: pensare ed esprimermi liberamente, cercando di avvicinarmi alla verità, il più possibile.Non una verità comoda. Non una verità allineata. Ma quella che un ufficiale ha il dovere di riconoscere, prima ancora che di eseguire.Per questo oggi non posso restare in silenzio.”

Con queste parole, Francesco Ferrante ha commentato in un post su LinkedIn la decisione del Centro Alti Studi della Difesa di invitare in Italia membri del Reggimento Azov (estrema destra ucraina, con espliciti riferimenti NAZlSTl).”L’invito rappresenta qualcosa che va oltre l’errore di valutazione. È una frattura.Perché se una democrazia inizia a legittimare – anche solo indirettamente – realtà con radici ideologiche estremiste (fino al punto di venerare il NAZlSMO del lll RElCH), allora non sta più difendendo i propri valori: li sta relativizzando.E qui emerge una seconda questione, forse ancora più grave: è possibile che strutture come l’intelligence nazionale – penso all’AlSE, al Cll – non abbiano piena consapevolezza del background ideologico di certe realtà? Oppure, dobbiamo considerare l’ipotesi più inquietante: che qualcuno abbia scelto consapevolmente di non vedere? Entrambe le opzioni sono problematiche. La prima per incompetenza. La seconda per responsabilità”.

Onore a Francesco! Vergogna ai politici, ai giornalisti, agli accademici, a tutti coloro che, pur sapendo e ricoprendo ruoli di responsabilità, tacciono. Sono tutti complici. Tutti assassini.

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