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Ecco un quadro delle principali testimonianze e dichiarazioni emerse su *Haaretz* e riportate da altri media riguardo ai riservisti dell’IDF e alla guerra a Gaza.—### Le testimonianze dei riservisti raccolte da *Haaretz*Le testimonianze dei riservisti di ritorno da Gaza raccontano esecuzioni di civili, torture e abusi sistematici. C’è un denominatore comune nei racconti: le azioni compiute — o alle quali hanno assistito — avevano come bersaglio palestinesi inermi, disarmati e che non costituivano una minaccia.Tra i casi riportati:- Una riservista di nome Maya, studentessa di filosofia all’Università di Tel Aviv, ha descritto omicidi intenzionali, torture e soprusi, e di come ne abbia riso. Ha raccontato di cinque palestinesi che attraversavano una linea — definita dall’IDF e spostata a piacimento — verso il nord di Gaza: il comandante del battaglione ordinò di aprire il fuoco, anche se non erano stati identificati come minacce. Un carro armato scaricò centinaia di proiettili su di loro, uccidendone quattro.- Un altro riservista ha raccontato che i soldati ricevevano l’ordine di sparare su persone che si avvicinavano con le braccia alzate, vestite di stracci, visibilmente disarmate. Se qualcuno mostrava segni di titubanza, il comandante dell’unità scalciava i cadaveri o sputava su di loro, commentando: “Questo è ciò che succede a chi offende Israele”.### Il trauma psicologico: “lesione morale” vs PTSDI soldati che hanno testimoniato ad *Haaretz* sono tutti passati per un reparto psichiatrico. Per l’esercito israeliano si tratta di disturbo da stress post-traumatico (PTSD), ma i soldati parlano di “lesioni morali”. Gil Zalsman, a capo del Consiglio israeliano per la prevenzione del suicidio, spiega la differenza: il PTSD nasce da traumi subiti; la lesione morale nasce invece dal coinvolgimento in azioni percepite come violazione profonda dei propri valori, e provoca rabbia, alienazione e perdita del senso di umanità. L’IDF rifiuta questa definizione, preferendo il termine “lesione d’identità”.### I riservisti che si rifiutano di combattereNel settembre 2025, circa 350 riservisti hanno firmato una dichiarazione contro la decisione del governo di conquistare Gaza City, affermando che non si sarebbero presentati al servizio. Il riservista Ron Feiner, membro dell’organizzazione “Soldati per gli ostaggi”, ha dichiarato che l’operazione era “palesemente illegale” e avrebbe messo in pericolo gli ostaggi, i soldati e i civili. Un altro riservista ha aggiunto: “Gli stessi valori che ci hanno spinto a lasciare le nostre case il 7 ottobre ora ci fanno dire ‘è troppo’”.### Il costo umano per l’esercitoAll’inizio del 2025, *Haaretz* ha riportato 22 suicidi tra i soldati israeliani nel corso dell’anno, il dato più alto degli ultimi 15 anni.

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