“Io sono sempre stata contraria al Jobs, sin da quando ero nel Partito Democratico nel 2015, e per me si deve fare altro per diminuire la precarietà e i contratti a termine”. Così Elly Schelin intervistata da Agnese Pini nella giornata di ieri a Il Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta ha anticipato la sua volontà di sostenere il referendum per l’abolizione del Jobs Act, dichiarandosi pronta a “seguire le iniziative della CGIL“, condividendone i “problemi sulla precarizzazione del lavoro in Italia”
L’uscita della segreteria dem non è piaciuta a diversi esponenti del fronte moderato a partire da Nicola Danti di Italia Viva: ” Se c’è un provvedimento che ha funzionato e che fu sostenuto da tutto il Pd, Elly Schlein deve mettersi di traverso. Così sarà per il Jobs Act: dalla Toscana la segretaria dem ha annunciato che sosterrà il referendum abrogativo della CgiL? E i benefici concreti all’occupazione? E le maggiori tutele?”
Anche il leader di Azione Carlo Calenda lancia il grido d’allarme sulle conseguenza che la scelta potrebbe provocare:”Appoggiare il referendum per l’abolizione del Jobs act è un errore grave da parte del PD – scrive twitter -, occorre lavorare sui salari poveri con il salario minimo e sui salari medi attraverso la detassazione del salario di produttività, non ingessare il mercato del lavoro”

