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“Malinconia d’ottobre”, Lucio Dalla (2007).

ma.bu.

Incominciamo le domeniche dedicate alla musica ed al mese di ottobre già con la malinconia, con quel “Malinconia d’ottobre” di Lucio Dalla. Scritta dallo stesso cantautore bolognese e Marco Alemanno, è stata pubblicata nell’album “Il contrario di me” del 2007.

Il brano già nell’ arrangiamento si discosta dal tradizionale cantautorato italiano, anche se la migliore e più nota produzione di Lucio Dalla già lo è, originale e dunque distante. Nelle note della canzone, infatti, si odono nuance di natura jazzistica, o per meglio dire jazz fusion, basta ascoltare la risoluzione delle tastiere in alcuni punti del brano, che sembrano ricordare un po’ Weather Report e Spiro Gyra.

“Malinconia d’ottobre” narra in modo delicato il sentimento di tristezza che subentra dopo la fine di una storia d’amore: “Dimenticami, cancellami, tienimi fuori da te, convinciti, rassegnati: questa storia non c’è” sono le parole che esprimono in modo chiaro ed esaustivo tale stato d’animo.

“La mia anima nel vaso
Da una crepa vola via,
va a cercare la sua ombra
che, seduta, è rimasta sulle scale di casa tua.
Un ladro di passaggio con una certa cortesia
Mi chiede : “Hai del fumo?” “Sì, del fuoco, sì”
e dopo il furto scappa via.”

“L’amore è mentitore, quando è finto non lo sai ma com’è bello il suo dolore, lo capisci se ce l’hai”.

La malinconia e la nostalgia sono chiare ed evidenti in queste parole. La scelta di ottobre, mese delle foglie che incominciano a cadere, delle giornate che si accorciano come mese della malinconia, è scelta azzeccata anche se molto ricorrente.

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