Manuel M. Buccarella
Nel 2015 pubblicavo il mio secondo romanzo, intitolato “Il mio Vangelo (Diario di un pellegrino)”, ove immaginavo di compiere come giornalista un viaggio in Medio Oriente.
Ecco uno spunto sul conflitto tra Israele e Palestina, a Gaza.
“La spiaggia è ampia, molto ampia, diversa da quelle sempre più rosicchiate dal mare nel Salento,
dove trascorro buona parte delle mie vacanze estive; il mare è splendidamente fermo e cristallino,
illuminato nel centro della piatta dalle luci di un sole già caldo. Qui c’è la storia, passata remota e
recentissima. Non c’è molta gente, almeno nel punto in cui ci poggiamo noi. Sicuramente ce ne sarà
di più più tardi e nel fine settimana, ed anche negli stabilimenti attrezzati degli alberghi, molti anche
di lusso.
«Guardala con attenzione questa spiaggia – mi dice dopo qualche minuto dall’arrivo Mahmoud –
tienila bene a mente: ora la vedi così, pulita, distesa, rilassata, ma la guerra è passata anche da qui.
Gaza Beach è anch’essa, o quanto meno lo è stata di recente, un sentiero di guerra. Sette anni fa, nel
2006, Israele rispose ad un missile lanciato da Hamās con un attacco aereo, che provocò la morte di
sette civili palestinesi, tra cui quattro bambini, proprio su questa spiaggia! Una guerra orrenda ed
oscena! Non se ne può davvero più. Speriamo che le cose cambino ma qui, senza la definitiva
indipendenza della Palestina, non si potrà stare tranquilli. E poi, comunque, siamo certi che anche
dopo l’indipendenza del mio Paese, non ci saranno ancora scontri e scaramucce? Come sai qui
quelli di Hamās sono molto amati. Loro si oppongono anche all’Olp, che d’altronde ha pure le sue
colpe: ci sono stati corruzione ed abuso di potere da parte degli uomini di Yasser Arafat! Però, come
sai ed avrai certamente avuto modo di riscontrare sia dall’Italia che qui in questi giorni, gli opposti
estremismi israeliani e palestinesi ostacolano il consolidamento di quel processo di pace che
dovrebbe portare, se Dio lo vorrà, finalmente all’indipendenza della mia patria.»

