Premesso che segni di stupro e di violenza sono stati rimarcati sulle vittime, anche rimaste vive, degli assalti di Hamas del 7 ottobre scorso, va detto che, in occasione di violenze sessuali praticate da militari israeliani nei confronti di donne “nemiche” non ebree nel corso delle varie guerre condotte da Israele in Medio Oriente, il rabbino dell’esercito israeliano Eyal Karim ha affermato, qualche anno fa, che si potrebbero stuprare le donne che non sono ebree, secondo i testi sacri ebraici, senza conseguenze.
Il rabbino capo militare disse che, nell’interesse di mantenere alto il morale dei guerrieri e di mantenere un’adeguata forma fisica durante il conflitto armato, era permesso “soddisfare l’inclinazione al male mentendo con donne gentili ed attraenti contro la loro volontà”. Una sostanziale impunità per quel tipo di reati.
Non mancano versioni più esplicite delle parole del capo religioso che addirittura autorizzerebbero tali condotte alla stregua delle disposizioni della Torah.


