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80 anni fa a Jaice (Bosnia) nasceva la Jugoslavia di Tito.

Manuel M Buccarella

Era il 29 novembre 1943, un giorno di freddo inverno nella Bosnia centrale, e si era ancora in piena guerra. L’ AVNOJ, Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia (Antifašističko vijeće narodnog oslobođenja Jugoslavije) si riunisce per la seconda volta nella sua storianella cittadina di Jaice, nella Bosnia centrale, alla presenza di un centinaio di delegati, provenienti da tutte le regioni della Jugoslavia.

Nella sua seconda riunione, dal 21 al 29 novembre 1943, Josip Broz Tito dichiarò l’AVNOJ come autorità esecutiva superiore. Le risoluzioni della seconda riunione dell’AVNOJ furono:

I rapporti tra Tito, leader del movimento di liberazione e del partito comunista jugoslavo e Stalin erano già allora non idilliaci. Il presidente sovietico non vedeva di buon occhio l’ autonomia degli jugoslavi. Era contrario Stalin a questa manifestazione di indipendenza della Jugoslavia e per tale motivo, Tito ed i suoi pensarono bene di informarlo solo a cose fatte.

È un fatto che la seconda guerra mondiale si conclude con la liberazione della Jugoslavia ad opera del più importante movimento partigiano d’Europa, quello comunista di Tito. La Jugoslavia socialista, tra qualche ombra e molte luci, grazie alle immense capacità del suo leader, Josip Broz Tito, e della classe dirigente, porterà il paese ad avere un ruolo importante a livello internazionale ed a lanciare l’autogestione dei lavoratori, migliorando le condizioni di vita di milioni di persona. Dopo la morte di Tito, nel 1980, incomincerà il declino fino alla dissoluzione della Jugoslavia socialista nel 1992.

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