Il 9 dicembre del 1987 scoppiò la Prima Intifada Palestinese, una coraggiosa rivolta contro l’ingiustizia. Oltre 1.000 palestinesi, tra cui 237 bambini, pagarono il prezzo più alto nella lotta per la libertà. Nonostante la brutale repressione, il loro eroismo continua a risuonare e a ispirare movimenti di liberazione globale. L’Intifada, una risposta diretta alla tragica morte di quattro lavoratori palestinesi, ha segnato un rifiuto collettivo dell’occupazione israeliana. Attraverso manifestazioni, disobbedienza civile e scioperi, i palestinesi hanno portato la loro causa all’attenzione internazionale rimanendo uniti contro il colonialismo israeliano. Oggi ricordiamo il coraggio di coloro che si opposero all’oppressione, dando vita a un’eredità di disobbedienza civile.
Intifada è un termine arabo che vuol significare “rivolta”, “sollevazione”, ed è entrato nell’uso comune come nome con cui sono conosciute le rivolte arabe.
Le violenze e le proteste – con il classico lancio di pietre alle truppe israeliane, soprattutto da parte di palestinesi minorenni – persero di intensità nel corso degli anni a seguire, anche per l’uccisione di molti manifestanti (311 nel primo anno). Gli accordi di Oslo (agosto 1993) e la creazione dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) sono considerati come i termini della conclusione della prima Intifada palestinese.

