Luciano Graziuso
Il tempo che ha avuto a disposizione, certo, non è assolutamente sufficiente per stilare un bilancio sull’operato della nuova sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, eletta lo scorso giugno in seguito al ballottaggio vinto contro il primo cittadino uscente, Carlo Salvemini. Però le prime decisioni prese, unite alla pessima gestione dei fondi cittadini durante i suoi due mandati precedenti (che causarono un grave dissesto economico alle casse comunali, in particolare con l’introduzione del Filobus e con lo scellerato contratto di leasing stipulato per i palazzi di Via Brenta, che impegnò l’amministrazione leccese a versare 2,5 milioni di euro all’anno per 20 anni), non fanno dormire sonni tranquilli ai leccesi dotati di buona memoria e fanno temere inoltre che la neo-sindaca non abbia appreso appieno la “lezione”. La prima scelta della Poli, infatti, è stata quella di spendere 2.000 euro per il miglioramento dell’arredo degli spazi a lei destinati nel palazzo comunale; questo fatto di per sé potrebbe sembrare di poca importanza se lei stessa, durante la campagna elettorale, non avesse più volte insistito su bisogni e interventi urgentissimi e improrogabili per la Città. Mentre questa decisione è criticabile dal punto di vista dell’opportunità e del tempismo, ma non eccessivamente influente sul bilancio comunale, altrettanto non si può affermare riguardo al notevole aumento della spesa per l’assunzione del nuovo capo di gabinetto, dell’addetta alla segreteria e per il personale nel suo complesso, che, se per l’Amministrazione Salvemini era di 80.000 euro, ora ammonterà a 133.000 (si parla di un aumento del 60%). E’ stata fatta inoltre chiarezza sulla questione TARI, che Poli Bortone durante la campagna elettorale amava porre su un piano che potremmo definire perlomeno ambiguo, se non proprio menzognero, facendo credere agli elettori che l’odiata tassa sui rifiuti sarebbe stata inevitabilmente aumentata e costringendo il rivale Carlo Salvemini a smentirla, non si sa quanto creduto dai cittadini. Ora è certo che la TARI, sia pur di poco, addirittura diminuirà, in controtendenza con tutti gli altri capoluoghi di provincia pugliesi e molti altri Comuni più o meno grandi, dove subirà addirittura degli aumenti corposi.Sarà molto interessante inoltre, restando in tema con le varie dichiarazioni pronunciate dalla nuova sindaca nel corso della sua campagna elettorale, vedere dove la prima cittadina piazzerà i nuovi 5000 posti auto promessi a gran voce alla popolazione e soprattutto come saranno finanziati; infatti, ancora non abbiamo ricevuto risposta a nessuna delle due domande, anche perché la Poli ha rifiutato qualsiasi confronto col suo avversario prima del ballottaggio. Inoltre, la forte volontà espressa da quest’ultima davanti ai cittadini per quanto riguarda il rilancio delle coste leccesi ed il grande desiderio di risollevare le sorti dell’Ateneo salentino stride enormemente col fatto che non siano stati creati né l’assessorato alle Marine, né quello all’Università; il tempo ci dirà se si sia trattato soltanto di un piano per ottenere più voti possibile o se semplicemente la sindaca abbia stabilito che il cambio di arredamento del suo ufficio di Palazzo Carafa meritasse la priorità.
