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I BRICS riuniti a Kazan per un mondo multipolare ma non su basi ideologiche omogenee.

ma.bu.

In questi giorni i rappresentanti dei paesi facenti parte dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, cui si sono aggiunti quest’anno Egitto, Etiopia, Iran ed Arabia Saudita) si sono riuniti a Kazan, in Russia, per discutere di economia, finanza, conflitti ed altro. Oltre ai 9 paesi membri, sono presenti i rappresentanti di altri 27 paesi al mondo, alcuni dei quali candidati ad un prossimo ingresso nell’organizzazione. Hanno fatto richiesta di adesione in particolare Turchia, Azerbaigian e Malesia.

Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e la Presidente della nuova banca BRICS, la brasiliana Dilma Roussef, hanno partecipato.

Il padrone di casa, Vladimir Putin durante l’incontro con i media ha affermato che i BRICS non intendono contrapporsi a nessuno ma vogliono certamente costituire un’alternativa allo strapotere economico del mondo occidentale, in particolare dei G7.

Il Primo Ministro dell’India ha detto che i BRICS non sono un raggruppamento anti-occidentale, ma che, semplicemente, non sono un raggruppamento occidentale. Ed ecco, questo punto è molto importante, ha un senso profondo. Ovvero, i BRICS non si contrappongono a nessuno. Sono un raggruppamento di Paesi che lavorano insieme sulla base di valori comuni, di una visione comune del proprio sviluppo e, soprattutto, secondo il principio del rispetto degli interessi reciproci, senza alcun approccio ideologico particolare e comune. Questa specificità è al contempo una forza e una debolezza. Un punto di forza perché esiste una base materiale concreta per quest’unione, ossia l’interesse condiviso nell’allentare la morsa dell’egemonia occidentale a guida statunitense. Ma anche una debolezza perché tale eterogeneità porta con sé molte contraddizioni, contraddizioni che chi ha più da perdere dal lavoro del gruppo non esiterà a fomentare.

I BRICS ammettono al loro tavolo anche Paesi che non fanno parte dell’Occidente liberale e sono il gruppo geopolitico più rappresentativo del mondo.

“La strategia dei Brics sulla scena globale è conforme alle richieste della parte principale della comunità globale, la cosiddetta maggioranza globale”, ha detto Putin,  proponendo  la creazione di una nuova piattaforma di investimenti Brics alternativa alla rete di messaggistica bancaria globale Swift, che a suo dire potrebbe “diventare un potente strumento per sostenere le nostre economie e fornire risorse finanziarie ai Paesi del Sud e dell’Est globale”.

Il presidente russo ha inoltre proposto di lavorare a una borsa comune per alcuni importanti beni alimentari: “I paesi Brics sono tra i maggiori produttori mondiali di cereali, legumi e semi oleosi. A questo proposito, abbiamo proposto di aprire una borsa dei cereali Brics”, ha detto, pensando a un modello da applicare in futuro allo scambio di altre importanti materie prime come petrolio, gas e metalli. Ha aggiunto che la borsa “contribuirà alla formazione di indicatori di prezzo equi e prevedibili per i prodotti e le materie prime, considerando il suo ruolo speciale nel garantire la sicurezza alimentare. L’attuazione di questa iniziativa contribuirà a proteggere i mercati nazionali da interferenze esterne negative, speculazioni e tentativi di creare una carenza alimentare artificiale”.

Nel gruppo dei BRICS convivono tuttavia posizioni talvolta anche molto differenti: l’India, che ha evitato di attaccare la Russia per l’invasione dell’Ucraina e non sempre in linea con la Cina, ha puntato sulla necessità di cercare la pace nei vari scenari di guerra.

In conclusione, BRICS tende a costituire un’organizzazione in competizione con il mondo occidentale, senza base e collante ideologici (democrazie ed “autocrazie” convivono), in rappresentanza in prevalenza del c.d. sud del mondo.

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