
Manuel M Buccarella
Il 13 novembre 1974, cinquant’anni fa, si spegneva in Francia a Neuilly-sur-Seine il grande Vittorio De Sica. Era nato 73 anni prima, nel 1901, a Sora.
De Sica, prima attore e poi anche regista e sceneggiatore, è stato l’ incarnazione dell’ Italia uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, con tutti i suoi drammi economici ma anche esistenziali. Le sue opere rappresentano una pagina indimenticabile dell’autobiografia di una generazione di italiani che ha rialzato la testa dopo aver patito la povertà e lo smarrimento. Da ‘Sciuscià’ a ‘Ladri di biciclette’, a “Miracolo a Milano”.
Maestro del neorealismo, uno dei maggiori registi e interpreti della commedia all’italiana, De Sica ha legato il suo nome ad una carriera costellata da numerosi successi. Come quando, con ‘Sciuscià’, film che ha diretto nel 1946, ha vinto l’Oscar al miglior film in lingua straniera, all’epoca consegnato come Oscar onorario. Un riconoscimento ottenuto perché, recita la motivazione, “l’alta qualità di questo film, mostrata con eloquenza in un paese ferito dalla guerra, è la prova per il mondo che lo spirito creativo può trionfare sulle avversità”. Per questa pellicola De Sica prende letteralmente dalla strada Fernando Smordoni e Franco Interlenghi, che interpretano il ruolo di due piccoli lustrascarpe, gli sciuscià appunto, che si arrabattano sul marciapiede di via Veneto a Roma.
Il 23 marzo 1950 Il film “Ladri di biciclette” viene insignito del Premio Oscar come miglior film. La regia e parte della sceneggiatura è di Vittorio De Sica. Soggetto: Cesare Zavattini dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini. Interpreti: Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Stajola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Elena Altieri (la patronessa), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (attacchino), Michele Sakara (il segretario alla beneficenza), Fausto Guerzoni (filodrammatico), Carlo Jachino (il mendicante).
Il 20 aprile 1951 il film “Miracolo a Milano” viene premiato al IV Festival di Cannes con la Palma d’oro come miglior film. Il film si sviluppa come una favola e ha per protagonista un ragazzo orfano che sogna un mondo dove «Buongiorno voglia davvero dire buongiorno». Finirà per fare amicizia con alcuni barboni, si fidanzerà con Edvige e sarà lui a guidarli nel finale in una piazza del Duomo affollata di netturbini a cui ruberanno le scope per volare via a cavallo delle stesse, verso quel paese immaginario tanto desiderato. Il cast è composto da Paolo Stoppa, Alba Arnova, Emma Gramatica, Guglielmo Barnabò, Brunella Bovo.
Non solo neorealismo, però, per Vittorio De Sica. Nella sua lunga produzione c’è spazio anche per altri generi. E’ il caso de ‘La Ciociara’ del 1960, tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia ed interpretato da Sophia Loren. Un ruolo che le è valso il Nastro d’argento, il David di Donatello, la Palma d’oro al Festival di Cannes e il Premio Oscar per la miglior attrice.
Un altro film da Oscar è ‘Ieri, oggi e domani’ (1963), interpretato ancora dalla Loren e da Marcello Mastroianni. Pellicola che rappresenta i principi della commedia all’italiana, il film fu premiato nel 1965, come migliore film straniero.
Dopo ‘Matrimonio all’italiana’ del 1964, soggetto tratto da ‘Filomena Marturano’ sempre con la coppia Loren-Mastroianni, De Sica ha poi ottenuto un ulteriore premio Oscar per il film del 1970 ‘Il Giardino dei Finzi Contini’, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani, premiato anche con l’Orso d’oro al Festival di Berlino del 1971. L’ultimo film di De Sica è la riduzione di una novella di Luigi Pirandello, ‘Il viaggio’ (1974), con protagonisti Sophia Loren e Richard Burton.
