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Ucraina, Zelensky ammette che è necessaria la diplomazia. Il paese non ha la forza militare per riprendersi Crimea e Donbass

Manuel M Buccarella

Ed ora anche il combattivo e bellicista Volodymyr Zelensky, presidente ucraino che resta al potere, senza democrazia, solo grazie alla guerra ed all’appoggio della Nato ammette con grande ritardo quanto gli analisti militari sostenevano da molto tempo e con dovizia di informazioni: l’Ucraina non ha la forza militare per riconquistare Crimea e Donbass. In tal senso anche l’invasione del Kursk russo, quale oggetto di scambio in caso di negoziati, si sta rivelando mossa fallimentare.

C’è bisogno della diplomazia e dunque di trattare con la Russia. Peccato che qualche tempo fa lo stesso Zelensky avesse firmato un decreto che vietava di trattare con la Russia fintanto che al potere ci fosse Putin …

Per arrivare a siffatta conclusione Zelensky ha dovuto “tollerare” morte e distruzione, con centinaia di migliaia di morti civili da una parte e dall’altra, per una guerra fortemente voluta e propiziata dal suo principale burattinaio e finanziatore, quel Joe Biden che già dal 2013, come vicepresidente di Obama, aveva messo le mani sul paese, sostenendo politicamente e finanziariamente il golpe di Maidan a danno del presidente legittimo Janukovich e piazzando il figlio Hunter nella Burisma Holding a suon di 600mila dollari all’anno, multinazionale impegnata nel settore del gas e dei minerali.

La retorica di combattere a oltranza la “guerra giusta” è stata controproducente per gli ucraini e ha dato a Putin l’occasione di continuare a conquistare terreno mentre anche la sinistra europea vaneggiava su improbabili sogni di vittoria.

Ma ora che Zelensky apre ufficialmente per le trattative quale sarà la “pace giusta”, anche in conseguenza del prossimo insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump? E l’Unione Europea e la Nato per quanto ancora forniranno di armi la massacrata Ucraina ed ostacoleranno, del caso, un processo di pace?

La posizione di Rutte, segretario generale della Nato

“La mia posizione è che l’Ucraina deve essere messa in una posizione di forza per poi decidere quando e come aprire i negoziati: se ora iniziamo a parlare fra di noi che forma prenderà la pace, rendiamo la vita molto facile ai russi, che potranno rilassarsi, fumarsi un sigaro e seguire il nostro dibattito in televisione”.Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte dopo l’incontro con il presidente lituano Nauseda, precisando ad ogni modo che “un certo grado di dibattito è inevitabile” nei regimi democratici.

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