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E così, all’indomani della dichiarazione, da parte di Volodymyr Zelensky, dell’impossibilità ucraina di riconquistare Crimea e Donbass, con conseguente ammissione della necessità di un intervento diplomatico , arriva, sempre dal presidente ucraino, una proposta di pace che non sappiamo quanto sia tutta farina del suo sacco, quanto invece frutto di qualche qualificato suggeritore, tipo il neosegretario generale della Nato, l’olandese Rutte, unitamente a qualche falco dell’Unione Europea, che vuole spendere ancora tanti danari in armi da inviare a Kiev, fino alla vittoria definitiva contro la Russia.
Intervenendo ieri al vertice Ue, Zelensky ha detto: “L’Europa e l’America possono spingere la guerra verso una fine, verso una pace giusta e affidabile. Affinché gli Stati Uniti possano esercitare una pressione completa, l’Europa ha bisogno di una posizione chiara”.
Le sette condizioni di Zelensky per la pace con la Russia
Primo: chiarezza geopolitica per l’Ucraina e l’Europa, invitando l’Ucraina ad aderire alla NATO. Secondo: chiari progressi nell’adesione dell’Ucraina all’UE. Terzo: rafforzare la nostra difesa con armi e sistemi di difesa aerea promessi e dotare urgentemente le brigate. Quarto: maggiori investimenti nella produzione di armi in Ucraina e in Europa per aumentare la capacità. Quinto: mantenere e aumentare le sanzioni alla Russia fino al raggiungimento di una pace completa e duratura. Sesto: utilizzare più attivamente i beni russi congelati per sostenere gli sforzi di pace. Settimo: resilienza sociale, aiutare l’Ucraina a ricostruire scuole, ospedali, infrastrutture energetiche per garantire una vita normale. Questo dimostra che la guerra della Russia sta fallendo”.
Zelensky respinge l’idea di una guerra congelata e di una soluzione alla coreana. “Non possiamo vivere con un conflitto congelato sul nostro terreno. Quando parliamo di cessate il fuoco in qualsiasi conflitto, in qualsiasi guerra le persone sanno cosa succederà dopo, come dovrebbe finire. Bisognerebbe avere in mente cosa succederà domani, per un cessate il fuoco oggi, altrimenti stiamo solo congelando il conflitto e basta”. “Ecco perché l’Ucraina – continua – ha bisogno di garanzie di sicurezza: abbiamo bisogno della nostra posizione forte e di garanzie di sicurezza”.
Proposte che la Russia ovviamente non potrà accettare e che probabilmente non rispecchiano neppure le intenzioni di Donald Trump.
