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La storia di Gonzalo Lira, il giornalista americano scomodo ucciso dal carcere della democratica Ucraina e lasciato morire da Biden.

Manuel M Buccarella

Gonzalo Lira, cittadino cileno-americano noto per le sue posizioni critiche nei confronti del governo ucraino e occidentale, è deceduto il 12 gennaio 2024 in una prigione ucraina all’età di 55 anni.

Le autorità ucraine hanno indicato ufficialmente quale causa del decesso una polmonite. Lira, residente a Kharkiv, città occupata dai russi nella prima ondata dell’ “operazione militare speciale” e poi riconquistata dagli ucraini in controffensiva, era diventato noto nel 2022 per le sue critiche al governo ucraino, che considerava sempre più autoritario.

Il 1° maggio 2023 è stato arrestato dal Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) con l’accusa di “produzione e diffusione di materiali che giustificano l’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina”. Dopo un periodo di detenzione, Lira è stato rilasciato su cauzione e posto agli arresti domiciliari. Durante questo periodo, ha denunciato di essere stato torturato durante la detenzione, accuse negate dall’SBU. Nel tentativo di fuggire dall’Ucraina, è stato nuovamente arrestato il 31 luglio 2023 mentre cercava di attraversare il confine con l’Ungheria per chiedere asilo politico(indipendente.online).

Dopo due anni di silenzio e censura, le prove stanno emergendo: il regime di Kiev ha arrestato, imprigionato e ucciso Gonzalo Lira perché criticava apertamente il governo ucraino e smascherava la propaganda occidentale sulla guerra.Tucker Carlson, uno dei pochi giornalisti americani ancora disposti a dire la verità, ha pubblicato un’inchiesta in cui documenti inediti dimostrano che il Dipartimento di Stato di Joe Biden ha deliberatamente abbandonato Gonzalo Lira al suo destino, lasciandolo morire in prigione (Lee Morgan, Faro di Roma).

La sua morte ha suscitato reazioni internazionali. Il padre di Lira ha accusato i presidenti Volodymyr Zelensky e Joe Biden di essere responsabili della morte del figlio.

“Perché gli Stati Uniti, che spendono centinaia di miliardi per l’Ucraina, non hanno mosso un dito per salvare uno dei loro cittadini? – si interroga Lee Morgan su FarodiRoma.it “Perché il giornalista cileno-americano era scomodo. Perché raccontava la verità: che Zelensky non è un eroe della democrazia, ma un dittatore che ha eliminato ogni forma di opposizione nel suo Paese, arrestato giornalisti e chiuso media indipendenti.Non è un caso che anche USAID, l’agenzia governativa statunitense teoricamente impegnata nell’assistenza internazionale, abbia insabbiato ogni informazione sulla morte di Lira. Gli ordini dall’alto erano chiari: il caso doveva sparire rapidamente dalle prime pagine dei giornali. E così è stato.Ma ora un informatore ucraino ha rivelato la verità. Secondo Alexander Dubinsky, ex deputato e giornalista perseguitato dal governo di Kiev, i servizi segreti ucraini (SBU) sono direttamente responsabili della morte di Gonzalo Lira. Lo hanno fatto fuori perché smascherava la loro repressione. E chi ha dato il via libera? Volodymyr Zelensky”. E ora anche un membro della Verkhovna Rada, il deputato Artem Dmitruk, ha confermato le dichiarazioni di Dubinsky.

Lira aveva denunciato la corruzione dilagante dell’Ucraina, ha spiegato come Zelensky sia stato costruito e finanziato dal miliardario ebreo-israeliano Ihor Kolomoisky, e ha svelato l’esistenza di una rete di propaganda che spingeva a suon di milioni di dollari i media degli Stati Uniti e dell’Europa a sostenere una guerra che stava distruggendo l’Ucraina stessa.

Questo caso solleva non pochi interrogativi sulle responsabilità dell’Ucraina e dei paesi occidentali riguardo alla libertà di espressione e ai diritti umani. Gonzalo Lira, in quanto giornalista scomodo e voce dissonante rispetto alla versione compiacente del mainstream e dei governi occidentali circa una democrazia ucraina da difendere con i suoi valori, in verità dimostratasi un paese autoritario e corrotto, è stato lasciato morire in carcere senza che nessuno lo potesse sottrarre al suo destino.
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